{{IMG_SX}}Cosenza, 24 aprile 2008  - "Il fatto non sussiste". Con questa motivazione letta poco dopo un'ora e mezza di camera di consiglio, la Corte d'assise di Cosenza, presieduta da Maria Antonietta Onorati, ha assolto tutti i 13 militanti "no global" della "Rete del sud ribelle", accusati di associazione sovversiva per la presunta organizzazione degli incidenti accaduti nel 2001 durante il G8 di Genova ed il Global Forum di Napoli.

 

Il pm Domenico Fiordalisi aveva chiesto condanne per complessivi 50 anni di reclusione. La condanna più alta - sei anni di reclusione e tre di libertà vigilata - era stata chiesta per Francesco Caruso, deputato uscente di Rifondazione comunista, Luca Casarini e Francesco Cirillo. Il pm aveva chiesto inoltre la condanna a tre anni e sei mesi per Lidia Azzarita, Alfonso De Vito, Michele Santagata, Anna Curcio, Antonino Campennì, Salvatore Stasi e Peppe Fonzino e due anni e sei mesi per Vittoria Oliva, Claudio Dionesalvi ed Emiliano Cirillo.

 

L'accusa per i 13 attivisti no global è quella di "cospirazione politica mediante associazione, al fine di impedire l'esercizio delle funzioni del Governo italiano durante il G8 a Genova nel luglio 2001 e creare una più vasta associazione composta da migliaia di persone volta a sovvertire violentemente l'ordinamento economico costituito nello Stato".

 

La sentenza, è giunta a sette anni dall'inizio della vicenda giudiziaria, ed a tre mesi dalla requisitoria del pm Domenico Fiordalisi che oltre ai 50 anni complessivi di carcere ne ha chiesti anche 26 di libertà vigilata.
Tutti, gli imputati odierni, facevano parte del gruppo dei "ribelli" arrestati il 15 novembre del 2002 dalla Digos della Questura di Cosenza perché ritenuti responsabili di aver programmato le violenze negli scontri nella loro "base logistica" della città bruzia. Quel giorno nel carcere di Trani quello che ha ospitato negli anni di piombo decine di terroristi neri e rossi, erano finiti, tra gli altri, Francesco Caruso, napoletano ed esponente di primo piano dell'antagonismo militante, Francesco Cirillo e Giuseppe Fonzino, rispettivamente capi di movimenti anti-globalizzazione di Cosenza e di Taranto. Ora a distanza di sette anni, la chiusura della vicenda giudiziaria, con i No Global, che hanno inscenato scene di protesta e slogan contro le istituzioni, appena letto il dispositivo.