{{IMG_SX}}"Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Egli non è qui è risuscitato". In questi giorni non può non venire in mente questo brano del Vangelo di Luca (capitolo 24, versetti 5 e 6) in cui "due uomini in vesti splendenti" spiegano a Maria Maddalena, Giovanna e Maria perché il corpo di Gesù non è in quella tomba, perché quel sepolcro è vuoto.

Non posso non pensarci con insistenza e tristezza in questi giorni di fronte allo spettacolo del corpo riesumato di Padre Pio, delle descrizioni di cattivo gusto sullo stato di conservazione della salma («E' come se fosse passato un manicure», ha detto il vescovo di Manfredonia al momento della riesumazione), agli interventi di plastica per coprire la parte del cranio mancante e poter così sottoporre il cadavere del santo in perfette condizioni alla venerazione popolare.

 

Di fronte alla moltitudine di persone che sono in coda per poter venerare il corpo di Padre Pio, non scandalizza tanto l'enorme business che gira intorno all'evento (anche se qui non possono non venire in mente i "mercanti nel tempio", scacciati da Gesù) ma l'enorme enfasi che si pone non sulla risurrezione e sulla sconfitta della morte, vera gioia per tutti i cristiani, bensì su delle spoglie mortali.

 

Allora ripenso a come Gesù risponde al discepolo che prima di seguirlo chiede di seppellire suo padre: "Seguimi e lascia che i morti seppelliscano i loro morti". Chi crede nella santità di Padre Pio certo crede, a maggior ragione, nella sua resurrezione. Ecco, la religione cristiana, che si basa sulla "pazzia" della Croce e della resurrezione, la fede che nasce intorno a una tomba vuota, che c'entra con lo spettacolo di una salma?