{{IMG_SX}}Roma, 23 aprile 2008 - Il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, è stato rinviato a giudizio dal gup di Milano, Gloria Gambitta, per frode fiscale nell'ambito dell'inchiesta sui presunti fondi neri relativi ai diritti tv di Mediaset. Il processo inizierà il prossimo 21 ottobre davanti ai giudici della II Sezione Penale del Tribunale.

 

Secondo l'accusa Fedele Confalonieri, in qualità di presidente di Mediaset avrebbe evaso imposte per complessivi 13,3 milioni di euro tra il 2001 e il 2003. I fatti contestati si estendono fino al 2004, l'anno in cui fu depositato il bilancio Mediaset dell'anno precedente. La richiesta di rinvio a giudizio, oggi accolta dal gup Gambitta, era stata rinnovata dalla Procura dopo che per ragioni procedurali l'accusa era stata esclusa a livello di contestazione suppletiva nel processo pubblico in corso, sempre a Milano, e dove tra gli imputati di frode fiscale c'è anche Silvio Berlusconi. La frode fiscale contestata a Confalonieri sarebbe stata commessa in concorso con diverse persone tra cui Silvio Berlusconi.

 

"Dal gup di Milano è arrivato un provvedimento ingiustificato, perché Fedele Confalonieri non era mai stato indagato per le presunte frodi fiscali dal '95 al 2001 e c'entra ancora meno con le presunte frodi tra il 2001 e il 2003, ma comunque abbiamo fiducia nella giustizia". Lo dice Vittorio Virga, difensore di Fedele Confalonieri, commentando la decisione del gup Marina Zelante di rinviare a giudizio il presidente di Mediaset per frode fiscale.