{{IMG_SX}}Roma, 19 aprile 2008 - "Pronto, 113?". Chi non ha pronunciato questa frase almeno una volta nella vita? In situazioni di pericolo o emergenza, ci si 'attaccà alla cornetta sentendosi più sicuri, perchè dall'altro capo del filo chi risponde è in divisa.


Entrato al servizio del cittadino quando il telefono era un privilegio di poche famiglie e i cellulari non erano nemmeno immaginabili, il '113', il numero di pronto intervento della Polizia, festeggia i suoi primi 40 anni di attività.
Molto più giovane del corpo della Polizia di Stato, che a maggio spegnerà 156 candeline, ma già abbastanza 'navigatà da poter vantare decenni di interventi, la linea di soccorso telefonico sarà festeggiata martedì a Firenze in un convegno dal titolo «113, pronto. Da quarant'anni in linea con la gente». Con giovani e anziani, si potrebbe aggiungere, con mamme e bambini, con chiunque si trovi in circostanze di pericolo.


Un ruolo strategico, quello del 113, diventato nell'immaginario collettivo sempre più determinante, come lascia intuire il questore di Firenze, Francesco Tagliente, definendolo il «simbolo per eccellenza del ruolo di vicinanza e soccorso al cittadino» e «prezioso strumento per monitorare le esigenze degli utenti», capace di incidere sull'andamento del fenomeno criminale. Più che un semplice servizio aggiuntivo, quindi, un vero e proprio braccio destro per gli attori del settore sicurezza.