{{IMG_SX}}Roma, 12 aprile 2008 - Parola d'ordine `vincere', per evitarsi sorprese al ballottaggio e per mettere subito al servizio di Roma quell'amore per la città raccontato in questi sessanta giorni di campagna elettorale. E' l'obiettivo annunciato dai due principali antagonisti nella corsa alla poltrona di sindaco della Capitale, Francesco Rutelli e Gianni Alemanno.

 

Due volti noti agli oltre due milioni di elettori romani che domenica 13 e lunedì 14 aprile si recheranno nelle 2600 sezioni per scegliere, insieme al Parlamento nazionale e alla Provincia di Roma, il nuovo primo cittadino. Rutelli per aver già scalato il Campidoglio prima di passare il testimone a Veltroni, Alemanno per aver tentato di impedire il bis all'attuale segretario del Pd.

 

Per Francesco Rutelli, romano, 54 anni il prossimo 14 giugno, si tratta di un remake, visto che il Campidoglio lo conosce bene avendo indossato la fascia di sindaco dal 1993 al 2001, passando poi il testimone a Walter Veltroni, per andare a sfidare (perdendo) Berlusconi alle politiche del 2001. Non è nuovo alla sfida capitolina neppure Gianni Alemanno, che nel 2006 corse contro Veltroni, uscendo sconfitto al primo turno, con un risultato senza precedenti che vide il candidato del centrosinistra ottenere uno consenso pari al 61,4%.

 

Se i volti sono già noti, diverso sul piano politico la coalizione a loro sostegno. Almeno nel caso di Alemanno, il dissolvimento a livello nazionale della Casa della Libertà e la nascita del nuovo Pdl ha portato da una parte alla candidatura di Francesco Storace per La Destra e dall'altra di Luciano Ciocchetti per l'Udc di Casini. Candidature che potrebbero convergere in caso di ballottaggio, nonostante i ripetuti `no' in campagna elettorale ribaditi dai due aspiranti sindaci. Per Alemanno le liste a sostegno saranno sei: Pdl, Pri, Movimento per l*autonomia, la civica per Alemanno, Popolo della vita per Alemanno, Voce dei consumatori.

 

Sul fronte Rutelli la decisione del Pd di correre da solo per le politiche non ha comportato una modifica di quella coalizione che sostanzialmente governa immutata a Roma da quindici anni. A sostenerlo quindi otto liste formate da: Pd, lista Under 30, lista civica Rutelli, Sinistra Arcobaleno, Italia dei Valori, Moderati per Rutelli, Radicali e Unione democratica consumatori. Una sfida all'ultimo voto, con Rutelli che traduce il motto d'oltreoceano "yes, we can!", nel romanesco "se po' ffa". Se sarà eletto, promette, sarà "un sindaco terra, terra", dedito "alla cura della città e animato da un'ossessione per il quotidiano".

 

Dall'altra parte Alemanno, che ha centrato la sua campagna sui 'peccati capitali' delle precedenti giunte di sinistra, ovvero degrado della Capitale, questione immigrati (subito 20mila espulsioni di immigrati che hanno commesso reati), il traffico, i rifiuti, l'emergenza casa.

 

Ma la corsa al Campidoglio vedrà sfidarsi anche altri dodici candidati con le rispettive liste. Si tratta dei già citati Luciano Ciocchetti che ha quella dell'Udc, Francesco Storace per La Destra, Mario Baccini per la Rosa Bianca, Franco Grillini per il Psi, Serenetta Monti per la lista di Beppe Grillo, Armando Morgia per Sinistra Critica, Susanna Capristo per il Partito comunista dei lavoratori, Michele Baldi `per Roma Baldi sindaco'.

 

In lizza anche Umberto Calabrese con La mia Italia, Pietro De Stefani con Pensione e lavoro, e Cosa Verde, David Gramiccioli Il Delfino e Animalisti europei e Dario Di Francesco con Forza Roma, Avanti Lazio e Grillo Parlante. In totale, rispetto al 2006 due candidati in più e 30 liste, con oltre 1.600 aspiranti consiglieri comunali per sessanta posti in aula Giulio Cesare.