{{IMG_SX}}Parigi, 22 marzo 2008  - Un centinaio di persone, in maggioranza "lavoratori del sesso" uomini e donne, hanno manifestato oggi per le strade della capitale francese per reclamare l'abrogazione della legge che proibisce l'adescamento passivo e chiedere la creazione di uno statuto per i lavoratori del sesso.


Protetti da ombrelli rossi, uomini, donne e transgender hanno sfilato partendo dalla famosa Place Pigalle, luogo del commercio del sesso per eccellenza, dietro la scritta "Ridateci i nostri marciapiedi", scandendo slogan come "La prostituzione è un mestiere, lasciatecelo esercitare" o "Prostitute, siamo belle, siamo ribelli, siamo puttane professioniste".

"Chiediamo che venga abrogata la legge sulla sicurezza interna del 2003 e vi sia uno statuto per le lavoratrici del sesso" ha dichiarato la maitresse Nikita, parrucca nera e tacchi alti, dell'associazione 'Le Puttane' e del collettivo 'Diritti e prostituzione', organizzatori della manifestazione.

 

"Siamo obbligati a lavorare su internet, a nasconderci mentre esiste un'ipocrisia di fondo a livello legislativo perché la prostituzione non è repressa, ma sono repressi i mezzi per esercitarla" ha aggiunto.

"La legge del 2003 ha aumentato l'insicurezza sviluppando la rete del prossenetismo e rendendo più difficile accedere alle cure" ha sottolineato Sabrina, jeans aderenti, giacca rosa e parrucca bionda.

 

"La legalità allontana il prossenetismo, cosa che non fa la repressione" assicura Claudette (71 anni), francese e prostituta dall'età di 14 anni, che lavora in un salone in Svizzera dove la prostituzione è invece legalizzata.
La manifestazione, intitolata "Pute pride", si è tenuta a Parigi per i terzo anno consecutivo.