{{IMG_SX}}Roma, 20 marzo 2008 - "Con il mio veto Air France rinuncerà. Nel momento in cui capiscono che il futuro presidente del consiglio non è d'accordo, si fermano. Lì non è come da noi, il governo è una cosa seria",  dice Silvio Berlusconi conversando con i giornalisti al termine del compleanno di Bobo Maroni.

 

Il Cavaliere sostiene AirOne come partner industriale "imprescindibile" e dietro "Banca Intesa, che domani ha un cda e dovrebbe dare il via libera".

 

Silvio Berlusconi indica la soluzione per Alitalia. La regia, quindi, ad Air One "con istituti di credito" pronti a finanziare, in modo "che si parta subito e si risani l'azienda nel giro di un anno per tornare a fare utili subito dopo».

 

La ricetta di Berlusconi quindi non prevede affatto Air France. "Le condizioni di Air France - osserva l'ex premier - ponevano l'Italia in una situazione di colonialismo. Io comunque non ho mai parlato con Sarkozy".

 
L'ex premier spiega che questa sera è stato contattato da Romano Prodi e che domani avrà un colloquio con lui. Berlusconi fornisce anche i dettagli: "Ci sono tanti imprenditori disponibili. C'è per esempio Ligresti e persone del mondo arabo sono disposte a partecipare con quote di minoranza".

 

"Anche la Grecia e il Portogallo hanno una compagnia di bandiera, non si può affatto rinunciare ad Alitalia", prosegue Berlusconi rinnovando l'appello agli imprenditori affinchè non facciano fallire la compagnia aerea. "Non credo che tra i primi dieci gruppi d'Italia c'è qualcuno che possa fare marcia indietro e non entrare nella partita".


Quindi l'ex premier prefigura anche un possibile conivolgimento dei suoi figli: "Certamente non potrebbero sottrarsi, parteciperebbero al livello degli altri, anche se la regia andrebbe comunque ad Alitalia". Silvio Berlusconi spenderebbe il suo nome anche per risolvere la partita: "Se c'è uno che dovrebbe essere favorevole alla risoluzione del problema dovrei essere io. Così quando vado al governo diventerebbe tutto più semplice. Io sarei disponibile anche a un sacrificio, ma non posso. Mi accuserebbero di avere degli interessi".

 
Il leader azzurro spiega anche quale è stata la sua strategia in questi giorni: "Sono stato zitto ma poi quando ho visto condizioni ineccettabili ho parlato. Coem si dice a Roma, 'quanno ce vò ce vò". Berlusconi accusa direttamente Prodi, "che è un esperto di svendita. Ha messo - è la sua osservazione - un suo intimo dell'Iri, Prato, a gestire la vicenda. Air One ha avuto paletti inaccettabili mentre ad Air France niente".


Berlusconi confida poi ai cronisti che sentirà anche Emma Marcegaglia: "Non si può - ribadisce - rinunciare all'Alitalia".