{{IMG_SX}}Roma, 18 marzo 2008 - Pedoni a rischio sulle strade italiane, dovrebbero essere i più protetti e invece risultano un soggetto debole. Almeno a giudicare i dati Istat: secondo gli ultimi elaborati disponibili, nel 2006 dei 5.669 morti sulle strade italiane nel 13,4% dei casi si trattava di pedoni (6,3% i feriti, 21.062), 758 persone, praticamente due al giorno.


Il restante 86,6% di vittime è costituito da conducenti (66,1%) e da trasportati (20,5%), ma nelle statistiche Istat i pedoni hanno l'indice di gravità più alto (3,5), ovvero il rapporto tra il numero dei morti e il numero totale dei morti e dei feriti moltiplicato 100.


Circa 60 pedoni al giorno sono coinvolti in investimenti e il rischio di infortunio causato da investimento stradale risulta particolarmente alto per la popolazione anziana sia con riferimento ai valori assoluti dei coinvolti, sia rapportando tali valori agli anni compresi nelle classi: dei 758 morti del 2006 221 avevano tra i 75 e gli 84 anni ed erano soprattutto maschi (446); dei 21.062 feriti 4.205 avevano tra i 70 e gli 84 anni.


Riguardo i giovani, ancora secondo i dati Istat, i bambini da 10 a 13 anni coinvolti in investimenti sono stati 797 - mediamente 199,3 per ciascun anno della classe - ma il rischio investimento è maggiore per i ragazzi di 14-15 anni: nel 2006 ne risultarono coinvolti 543, in media 271,5 per ciascun anno di età.