{{IMG_SX}}Brdo (Slovenia), 17 marzo 2008 - L'Unione europea frena sulla possibilità di un boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino per protesta contro la repressione cinese in Tibet. Per la Commissione europea, ha spiegato la portavoce della Commissione per gli affari esterni, Christiane Hohman "non sarebbe il modo appropriato per chiedere l'impegno al rispetto dei diritti umani, ovvero i diritti etnici e religiosi dei tibetani, lo si deve fare in altro modo".

 

Pure dai ministri dello Sport dei Ventisette, riunitisi a Brdo, in Slovenia, dove hanno incontrato i presidenti dei comitati olimpici nazionali, è venuto un no al boicottaggio. "Condanniamo la violenza - ha riferito il commissario europeo allo sport, Jan Figel, presente all'incontro - ma sulla questione di boicottare i Giochi nessuno attorno al nostro tavolo ha ritenuto che fosse la risposta giusta". Un boicottaggio "«danneggerebbe gravemente" lo sport, ha avvertito il ministro per lo Sport sloveno, Milan Zver, che presiedeva i lavori,"spero che lo sport sia ancora uno strumento per il dialogo interculturale".

 

Per il presidente dei Comitati olimpici europei (Coe), Patrick Hickey, lo sport non deve essere mischiato alla politica e il suo vice, il turco Tagay Bayatli, ha avvertito che spetta all'Onu decidere eventuali sanzioni contro Pechino. "Nel caso di un boicottaggio - ha osservato - sono gli atleti quelli che soffrono di più, come avvenne per i Giochi di Mosca e Los Angeles".