{{IMG_SX}}ROMA, 20 febbraio 2008 - Della sua esistenza da tempo gli studiosi ne sostenevano l'esistenza. Ora c'è anche la prova documentale. Si sta svelando sempre più il mistero legato all' esistenza e alla localizzazione del cosiddetto 'punto G', quell'area della vagina che sarebbe fondamentale per l'orgasmo: uno studioso dell'università de L'Aquila, il professor Emmanuele Jannini lo ha 'fotografato' in un gruppo di donne individuandolo in un piccolo ispessimento della parete che divide la vagina dall'uretra.


Solo le donne che hanno questo particolare anatomico, ha scoperto Jannini Docente di Sessuologia Medica, risultano 'ammesse' alle gioie dell'orgasmo vaginale. Jannini ha osservato per la prima volta questa piccola area su un campione di donne attraverso un semplice strumento di uso routinario nella diagnostica, l'ecografia transvaginale.


Pubblicato su una delle riviste mondiali più prestigiose nel campo della sessuologia, il Journal of Sexual Medicine, lo studio dimostra che e' in quella sede che si trova il 'fulcro del piacere' e che, spiega Jannini, ''come diceva Sigmund Freud, 'l'anatomia è il destino' per cui l'aspetto anatomico suggerisce che avere o meno il punto G e' una condizione congenita''.


''Si tratta, come dimostrato dalla pubblicazione su una rivista prestigiosa, di risultati interessanti e importanti - commenta la sessuologa Chiara Simonelli - che confermano la collocazione del punto G a lungo sospettata, ma serviranno ulteriori studi per conferme definitive''.