{{IMG_SX}}Roma, 20 febbraio 2008 - "L'inesistenza, al momento, di una ricostruzione completa ed univoca dei fatti induce a ritenere necessario un supplemento di accertamenti, che ho già delegato all'Ispettorato generale del Ministero". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Luigi Scotti, riferendo alle commissioni Affari Sociali e Giustizia della Camera sul caso dell'irruzione di alcuni agenti al II Policlinico di Napoli per un sospettato aborto illegale. Le diverse ricostruzioni dei fatti, ha spiegato Scotti, "non sono complete e univoche. Ci sono alcune discordanze, oltre a qualche preoccupazione sulla privacy, che mi spingono a chiedere un supplemento di accertamenti".

 

In particolare, esistono versioni discordanti sulla tempistica con la quale è stato individuato il titolare del numero da cui è partita la telefonata anonima, e soprattutto il contenuto stesso della sua denuncia, che secondo una ricostruzione non avrebbe parlato di infanticidio, ma di una "povera donna che era stata abbandonata da tutti e partoriva da sola al bagno". Dichiarazioni contraddittorie, che secondo Scotti si devono a "un soggetto che forse voleva essere protagonista".

 

TURCO

L'aborto eseguito sulla donna di Napoli e' avvenuto nel rispetto della legge 194. Lo ha affermato il ministro della salute, Livia Turco, durante una audizione di fronte alle commissioni riunite affari sociali e giustizia della Camera. L'interruzione volontaria di gravidanza e i comportamenti dei sanitari del Policlinico di Napoli dove ha abortito Silvana Silvestri ''sono conformi alla specifica normativa di riferimento''.

 

Il ministro ha infatti riferito che dall'ispezione effettuata dal ministero della salute risultano confermati: la presenza della sindrome di Klinefelter diagnosticata sul feto con la amniocentesi; la donna ha eseguito i colloqui previsti dalla legge cioe' con l'assistente sociale e il ginecologo (4 febbraio), la consulenza genetica (5 febbraio), l'esame ecografico per la datazione della gravidanza e la consulenza psichiatrica (7 febbraio). E' stata anche accertata dai sanitari la richiesta di interruzione alla 21/a settimana e la presenza di un grave rischio per la salute mentale della donna, cosi' come previsto dalla legge dopo i 90 giorni di gravidanza.

 

"Una persona sempre, dovunque e comunque, merita rispetto. Una donna che affronta, di fronte al tribunale della sua coscienza, la scelta di abortire merita rispetto. Per questo Silvana merita rispetto. E silenzio".
Così la Turco, riferendo alle commissione Giustizia e Affari sociali della Camera.

 

"Per questo - ha aggiunto il ministro - ho sentito il dovere, prima di parlare di lei in questa sede, di chiamarla ed ascoltarla. E di dirle che avrei parlato di lei. E di dire a voi, in questa sede, il suo turbamento, la sua angoscia, la sua solitudine, il suo bisogno di silenzio".