{{IMG_SX}}Bologna, 11 febbraio 2008 - Il Questore Francesco Cirillo chiede punizioni severe per il corteo anarchico e la Procura di Bologna risponde che anche questa volta si muovera' secondo le proprie posizioni, che e' lo stesso procuratore capo Enrico Di Nicola a ribadire: "Contrasto di tutte le forme di violenza e massima apertura alla manifestazione di opinioni". Dove pero', e' la postilla di Di Nicola, "una cosa e' esprimere un'opinione e una cosa e' fare apologia di un delitto o esprimere una minaccia collettiva". Il che significa, tra le righe, che il Questore avra' le punizioni dure che invoca.

 

"Non sono tenero- assicura infatti il numero uno di piazza Trento Trieste- l'importante e' che l'autorita' si esprima nel rigore assoluto dell'applicazione della legge". Sara' lui stesso, annuncia poi, a esaminare personalmente "tutte le risultanze" che arriveranno da parte della Digos sulla manifestazione anarchica di sabato pomeriggio.
Ma in Procura, per ora, non e' ancora arrivato nulla.
Informato per il momento solo preliminarmente dal pm di turno (Antonello Gustapane) e dal numero uno della Digos Vincenzo Ciarambino, il procuratore capo di Bologna si limita per ora a dire di essere "lieto che non ci siano stati danni a persone e rilevanti danni alle cose". Questo, precisa subito, "rispetto a quelli che si potevano anche prevedere".

 

Insomma, "dal punto di vista dell'ordine pubblico non ci sono stati disordini e questo e' un fatto positivo". Cio' non toglie che siano successe cose che non gli sono piaciute, in particolare l'episodio delle bandiere della Resistenza di porta Lame a cui gli anarchici hanno appiccato il fuoco. "E' un fatto che non mi piace- dice a questo proposito Di Nicola- bruciare le bandiere e' la manifestazione di un atteggiamento che io considero di violenza verso la Costituzione".

 

Il rogo delle bandiere, ma anche la rappresaglia nei confronti del camera-man della Rai, colpito da una pioggia di accendini per indurlo a smettere di riprendere.
Sono entrambi atteggiamenti, dice ancora il procuratore capo, "che vanno contro la democrazia e in quanto tali vanno puniti".
Ecco perche' Di Nicola assicura che "la valutazione sara' molto severa, soprattutto quando si tratta di beni tutelati in via primaria dalla Costituzione". Lo e' la bandiera, prosegue il numero uno di piazza Trento Trieste, che "e' citata nell'articolo 12 della Costituzione e rappresenta l'unita' e il simbolo della Repubblica italiana, basata sulla Resistenza". Un bene intoccabile, per il procuratore di Bologna, cosi' come intoccabile- conclude riferendosi all'episodio del camera-man colpito "mentre faceva il suo dovere di informare"- deve essere la liberta' di informazione, salvaguardata dall'articolo 21.

 

A parte questo primo giudizio sommario, pero', il procuratore Di Nicola ripete piu' volte di voler "aspettare tutte le informazioni della Digos" prima di pronunciarsi. "Piu' sono gli elementi di conoscenza, maggiore e' la possibilita' di valutare", afferma il numero uno di piazza Trento Trieste. "Ho gia' dato ordine di ricevere tutti gli elementi di prova acquisiti, le denunce che si sentiranno di fare e le registrazioni, dove ci sono, dei momenti importanti.
Esaminero' personalmente tutte le risultanze, ma prima attendo il maggior numero di elementi di valutazione ed e' per questo che non ho messo fretta alle forze dell'ordine".