{{IMG_SX}}Gela (Caltanissetta), 9 febbraio 2008 - COLPEVOLE di cercare di gestire gli appalti in maniera limpida, di gridare contro il racket delle estorsioni, di licenziare la moglie del boss assunta dal Comune perché risultava "nullatenente", Rosario Crocetta sindaco Pdci di Gela, è finito nuovamente nel mirino della mafia che aveva preparato un piano per ucciderlo. Le indagini sulla cosca gelese hanno preso impulso subito dopo il blitz, lo scorso 3 dicembre, nel casolare in cui si nascondeva il capomafia latitante Daniele Emmanuello che morì durante le fasi della cattura, ucciso da un proiettile sparato da un poliziotto.


Attraverso intercettazioni ambientali e telefoniche e col ritrovamento di alcuni pizzini, i magistrati della Dda hanno anche capito che i mafiosi stavano organizzando un attentato al sindaco. Bomba o agguato, la procura non l’ha rivelato: "Abbiamo reso pubblica la notizia per lanciare un segnale preciso al clan e impedire un omicidio eccellente".


E’ DA CINQUE ANNI, Crocetta, nel mirino dei boss. Nel 2003, la polizia scoprì che volevano ammazzarlo durante la processione dell’8 dicembre: per farlo fuori avevano chiamato addirittura un killer lituano. Ma le prove non erano abbastanza forti e il sicario venuto dall’Est venne estradato e basta. "Oggi è il mio compleanno — ha detto ieri Crocetta apprendendo la notizia dell’attentato dal prefetto e dai magistrati —, compio 57 anni, e proprio in questa giornata apprendo una simile notizia. Davvero un bel regalo della mafia". "Da moltissimo tempo vivo scortato con la paura per me e gli uomini che mi proteggono — ha poi aggiunto — ma continuerò la mia battaglia".



A CROCETTA, il primo sindaco italiano a dichiararsi omesessuale, è arrivata solidarietà da tutti i partiti, nessuno escluso. Gela è la cittadina degli attentati: ogni giorno si registra l’incendio di un’auto. Ed è anche il regno del clan Emmanuello. I tre fratelli del boss morto sono in carcere per mafia e omicidi, ma la cosca continua a gestire gli affari servendosi di giovanissimi manovali. Violenti e pronti a tutto.