Palermo, 7 febbraio 2008 - Se Frank Calì emerge come il personaggio chiave dei rinnovati rapporti tra la mafia siciliana e la Cosa Nostra americana, non è l'unico referente dell'ala statunitense colpita dall'operazione Old Bridge della polizia e dell'Fbi tra Palermo e New York.

 

Tra gli americani figurano infatti anche nomi storici della mafia, come Giovanni Inzerillo, 36 anni, nato a New York, ma figlio boss Totuccio, assassinato all'inizio della guerra di mafia nel maggio dell'80 a Palermo. Giovanni Inzerillo, ritenuto un esponente di rilievo della famiglia mafiosa palermitana di Passo di Rigano, era in stretto contatto con Filippo Casamento, vecchio elemento dello stesso clan e tra i fautori, assieme a Salvatore Lo Piccolo, del rientro a Palermo dei così detti scappati. Casamento, 82 anni e già sottocapo della famiglia mafiosa palermitana di Boccadifalco, negli anni '80 era stato coinvolto nell'indagine "Pizza Connection", su un grosso traffico di droga tra l'Italia e gli Usa. Nel 2002, dopo aver espiato un lungo periodo di detenzione negli Usa, Casamento era stato espulso ma nel 2004 era rientrato clandestinamente e sotto falso nome in territorio statunitense, da dove secondo gli inquirenti ha mantenuto i contatti con diversi esponenti delle famiglie mafiose palermitane, tra i quali Giovanni Inzerillo, considerato suo figlioccio e suo referente a Palermo, benchè Casamento sia coinvolto secondo la polizia nell'omicidio dello zio di Inzerillo, Pietro, assassinato nel 1982 nel New Jersey.

 

Nella fase di rilancio dell'alleanza sull'asse Palermo-New York, ha comunque giocato un ruolo di primo piano, secondo la Dda, Frank Calì, nato a New York, di 43 anni, ritenuto un uomo d'onore emergente della famiglia mafiosa americana dei Gambino, al cui iterno è indicato come capodecina della 18esima strada di Brooklyn, subentrato al boss Jackie D'Amico. Un ruolo di primo piano anche per quelle ragioni di parentela che in Cosa Nostra contano: sposato con Rosaria Inzerillo, Calì era dunque il referente privilegiato di quelli che gli inquirenti definiscono "rapporti strutturali" tra la Cosa nostra americana e la mafia siciliana.

 

Un altro degli americani finiti nella rete dell'operazione Old Bridge è Domenico Cefalù detto Dominique, palermitano di 62 anni, emigrato alla fine degli anni '70 negli Stati Uniti e ritenuto vicecapo della famiglia Gambino di New York. Colpito negli anni '80 da diversi mandati di cattura emessi dal giudice istruttore Giovanni Falcone per traffico internazionale di stupefacenti, sarebbe stato all'epoca tra l'altro il chimico dei Gambino, incaricato della raffinazione della morfina importata in Sicilia e successivamente introdotta negli Usa.

 

Emerge poi la figura di Salvatore Emanuele Di Maggio, 59 anni, figlio del defunto boss di Passo di Rigano, Rosario Di Maggio. Nel 1988, Salvatore Emanuele Di Maggio era stato aarrestato dopo dichiarazioni del pentito Antonino Calderone e l'indagine ha ora messo in luce sui cointatti con i boss Salvaotr Lo Piccolo e Francesco, Rosario e Tommaso Inzerillo. Di Maggio avrebbe in particolare trattato il rientro in Italia dagli Usa. degli ultimi due.