{{IMG_SX}}Foggia, 7 gennaio 2008 - I congiunti di padre Pio, Pia Forgione e i suoi otto figli, il 3 gennaio hanno trasmesso una diffida a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, a monsignor Domenico D'Ambrosio Vescovo di San Giovanni Rotondo, al padre Provinciale Aldo Broccato, al rettore fra' Francesco Di Leo ed a padre Carlos Maria Laborde, con la quale li diffidano dal dare corso a iniziative relative alla riesumazione del corpo del loro congiunto Padre Pio.

 

Lo ha annunciato l'avvocato Francesco Traversi, presidente dell'Associazione "Pro Padre Pio", dopo che ieri il vescovo di S.Giovanni Rotondo durante la messa domenicale ha annunciato che nel prossimo mese di aprile il corpo del santo con le stimmate sarà riesumato e le spoglie potranno essere viste dai fedeli.

 

Una notizia, quella della esumazione canonica delle spoglie di San Pio da Pietralcina già annunciata all'Agi da fra' Antonio Belpiede, portavoce provinciale dei Frati Minori. Secondo Traversi, monsignor Domenico D'Ambrosio con "detta manifestazione si è attribuito il titolo onorifico dell'essere il terzo persecutore post mortem di padre Pio.

 

L'Associazione unitamente ai congiunti di padre Pio eserciteranno tutte quelle azioni finalizzate ad impedire la profanazione del Corpo Santo di padre Pio, al fine di preservare il suo corpo da atti di simonia". "Monsignor D'Ambrosio - ha concluso l'avvocato Traversi - non realizzerà il proposito di ricrocifiggere padre Pio con l'esposizione delle sue spoglie. Il corpo di padre Pio rimarrà nella cripta di Santa Maria delle Grazie".