{{IMG_SX}}Roma - Il leader del Partito della libertà Silvio Berlusconi è indagato dalla procura di Napoli per la corruzione di Agostino Saccà, presidente di RaiFiction e - seconda ipotesi di reato - per istigazione alla corruzione del senatore Nino Randazzo e di altri senatori della Repubblica, "in altri episodi non ancora identificati". Lo scrive oggi La Repubblica e la notizia è stata confermata in serata dalla Procura della Repubblica di Napoli.-


"Una storia che corre - circostanza davvero inconsueta per il Cavaliere - sul filo di un telefono (intercettato) dell'alto dirigente del servizio pubblico e trova una sua concreta evidenza nel racconto del senatore eletto dagli italiani di Australia", si legge sul quotidiano.

 

Secondo l' articolo firmato da Giuseppe D'Avanzo, Berlusconi avrebbe segnalato a Saccà i nomi di quattro candidate attrici, una delle quali, scrive 'Repubblicà, "gli sarebbe stata segnalata da un senatore del centrosinistra che gli può venire utile per fare cadere il governo Prodi".


Nell'articolo si parla anche di un incontro di Berlusconi con Nino Randazzo, senatore dell'Unione eletto all'estero, in cui il Cavaliere gli avrebbe promesso, se avesse "cambiato cavallo", di farlo diventare "nel prossimo esecutivo o viceministro degli Esteri o sottosegretario con la delega per l'Oceania".

 

IL CAVALIERE: TUTTO ALLA LUCE DEL SOLE

L'indagine della procura di Napoli è "infondata perchè io non ne ho avuto notizia". Lo ha detto il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, parlando in diretta alla 'Tv della libertà'. "I fatti sono descritti in una maniera - ha aggiunto - che distorce la realtà e non c'è alcun rilievo penale. Io ho fatto tutto alla luce del sole".

"Questo presunto scoop di Repubblica è una montatura assoluta. Non c'è nessuna cosa di cui io debba preoccuparmi. Voglio soltanto notare che c'è odore di elezioni, di campagna elettorale e così subito l'armata rossa della magistratura si rimette in moto".

 

APERTA UN'INDAGINE IN RAI

Nel giorno in cui i vertici di Viale Mazzini si rimettono al lavoro, con il ritorno al settimo piano di viale Mazzini del consigliere Angelo Maria Petroni, scoppia una nuova grana per la Rai. A quanto si apprende, i vertici dell'azienda, come già nel caso delle intercettazioni Rai-Mediaset che coinvolsero tra gli altri la direttrice marketing Deborah Bergamini, si appresterebbero ad aprire un'indagine interna nei confronti di Saccà.


Una prassi quasi "obbligata", fanno notare a viale Mazzini, e che consisterebbe, come primo passo, nella decisione dell'azienda di costituirsi parte lesa nel processo, in modo da acquisire tutti i documenti necessari, poi nell'avviare la procedura contro Saccà, ponendo la questione al comitato etico e all'internal auditing.

Come nel caso dello scandalo Rai-Mediaset, a viale Mazzini si assicura massimo "garantismo" per i soggetti coinvolti, ma nello stesso tempo fermezza nella reazione.

 

LA SMENTITA DEGLI AVVOCATI

"La notizia circa una indagine sul Presidente Berlusconi apparsa stamattina sul quotidiano "La Repubblica" è destituita di ogni fondamento". Lo afferma in una nota Niccolò Ghedini, senatore azzurro e avvocato del leader di Forza Italia, con la quale annuncia che Berlusconi "ha dato mandato ai suoi legali di agire immediatamente in ogni sede per esperire ogni opportuna azione e in particolare per valutare la sussistenza di eventuali calunnie".


"Al Presidente Berlusconi - spiega Ghedini - nulla è stato infatti notificato in tal senso. Non è dato comprendere, comunque, come il quotidiano sia potuto venire in possesso del materiale d`indagine nel procedimento nei confronti del Dottor Agostino Saccà. I virgolettati riportati farebbero ritenere che 'La Repubblica' sia in possesso di atti di indagine quali interrogatori, intercettazioni e atti di polizia giudiziaria. Ci si trova quindi di fronte - sottolinea Ghedini - ad una gravissima lesione del segreto di indagine e ad una illecita pubblicazione delle indagini stesse".


"Come sempre - si lamenta Ghedini - si pubblicano stralci parziali di asserite conversazioni stravolgendone il senso complessivo, violando le regole processuali e il diritto alla privacy. Comunque tutte le vicende così come narrate e riguardanti il Presidente Berlusconi non hanno alcuna rilevanza penale, mentre appare con grande evidenza il tentativo di intromettersi e pesantemente, e qui sì vi sono forti rilievi penalistici, nella libera esplicazione della sua attività politica".

"Il sen. Randazzo - aggiunge - ha ampiamente e pubblicamente spiegato il contenuto delle sue conversazioni avvenute in presenza di testimoni con il Presidente Berlusconi con parole che non ammettono equivoci. E` a dir poco paradossale - conclude quindi Ghedini - supporre l`offerta di un impossibile contratto, tra l`altro giuridicamente inesistente. Se davvero la magistratura si volesse intromettere in siffatte situazioni saremmo in una vera e propria emergenza democratica".



LE REAZIONI, AZZURRI INDIGNATI

"E` una vergogna senza fine: dalle colonne di Repubblica parte un altro attacco contro Silvio Berlusconi, stavolta, riferisce il quotidiano, indagato a Napoli per corruzione". E` quanto dichiara Maria Elisabetta Casellati, vicepresidente dei senatori di Forza Italia aggiungendo però subito che "basta leggere l`articolo per capire che anche questa vicenda, come tutte quelle che hanno riguardato il leader del centrodestra, finirà in una bolla di sapone".


"Ma l`indagine - continua la senatrice azzurra - basta a Repubblica per dedicare due pagine di veleno contro Berlusconi e per dipingerlo come il Gran Corruttore della politica italiana. La verità - prosegue - è che Berlusconi vuole cambiare davvero il sistema politico del nostro Paese, vuole una politica per i cittadini, non contro i cittadini, e questo proprio non va giù a quelle lobby di potere, cui fa riferimento Repubblica, che vengono coltivate e agevolate dalla vecchia politica. Quella che Berlusconi vuole definitivamente sconfiggere".