{{IMG_SX}}Lecce, 19 dicembre 2007 - Quando aveva 4 anni aveva cantato lo Zecchino d'oro con la canzone 'Avevo un gatto nero'. Dall'1 settembre insegnante di scuola elementare a Stradella in provincia di Pavia, Vincenza Pastorelli, 42 anni, di Guagnano (Lecce), è stata arrestata, questa mattina, con le accuse di sfruttamento della prostituzione e detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Con lei stato arrestato, ma a Giovinazzo dove si trovava in cura presso una Comunità terapeutica, l'ex fidanzato, Pasquale Trevisi, 29 anni, pure lui di Guagnano.

 

I carabinieri della compagnia di Campi Salentina (Lecce) hanno appurato, che dopo una serie di annunci fatti pubblicare sui quotidiani leccesi, la coppia aveva gestito a Guagnano ed a Lecce, due case d'appuntamento, nelle quali si prostituivano quattro ragazze di Lecce, Bari, Gallipoli e Parabita, ed all'interno delle quali Trevisi avrebbe confezionato dosi di cocaina ed eroina, che poi vendeva fuori dalle case di appuntamento.

 

Per le prestazioni, i clienti, di ogni età e fascia sociale, pagavano dai 60 ai 150 euro. In un giorno, l'incasso
era anche di 1.000 euro, metà dei quali spettavano alla tenutaria, che pagava le spese dell'appartamento.Nelle case d'appuntamento camuffate da centri massaggi, la donna leggeva anche le carte ai clienti che volevano «previsioni» sul futuro. Dalle indagini, i militari hanno avuto il sospetto che la donna stesse organizzando un giro di prostituzione anche a Stradella o nella vicina Pavia.

 

Le due case di Guagnano e Lecce sono state chiuse a fine agosto, quando la donna ha vinto la cattedra a Stradella, e ha interrotto il rapporto col fidanzato. Per circa un mese, le due case sono state gestite dalle prostitute, che riconoscevano la percentuale alla Pastorelli, alla quale il contante veniva inviato con vaglia postali. Le richieste della donna erano sempre maggiore, e per aver i soldi, al telefono minacciava le prostitute. I due sono stati arrestati in esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip Maurizio Saso su richiesta del pm Guglielmo Cataldi.