{{IMG_SX}}Treviso, 7 dicembre 2007 - La prima causa collettiva italiana parte da Treviso e a intentarla potrebbe essere il popolo ebraico contro i Savoia in relazione alle leggi razziali del 1938. La possibilità di dare vita a una class action è stata avanzata nel corso di un incontro svoltosi a Roma all'Unione delle Comunità Ebraiche da Ilan Brauner, un medico israeliano da tempo residente nel trevigiano.

 

''Il fulcro della denuncia - come ha spiegato Brauner alla 'Tribuna di Treviso' - saranno le leggi razziali contro gli ebrei del 1938''. Vittorio Emanuele e il figlio Emanuele Filiberto - ha rilevato il promotore dell'iniziativa - sono eredi di Vittorio Emanuele III che ha siglato ''una legge crudele e assurda'' che ha tolto dignità e libertà al popolo ebraico. Quindi, ''noi - ha detto Brauner - vogliamo essere risarciti dai Savoia perché la casa reale ha cancellato la nostra libertà, i più elementari diritti civili provocando un enorme danno morale ed economico''.

 

La presa di posizione di Brauner ha il pieno sostegno di Elia Richetti, rabbino capo della comunità ebraica di Venezia: "I Savoia _ dice Richetti _ denotano quanto meno scarsa sensibilità e scarsa fedeltà alla parola data in precedenza: avevano detto che sarebbero rientrati in Italia dall'esilio senza accampare alcuna pretesa. Così non è stato".