{{IMG_SX}}Torino, 6 dicembre 2007 - "Ho visto l'inferno". Sintetizza così uno degli operai, Giovanni Pignalosa, lievemente intossicato nell'incendio all'acciaieria Thyssen Krupp di Torino. Pignalosa trasportato in ospedale e dimesso dopo poche ore è ritornato davanti ai cancelli dello stabilimento, in Corso Regina Margherita, dove molti altri dipendenti tra le lacrime e con i visi stravolti dal dolore e dallo sgomento aspettavano e aspettano notizie.

 

"Io ero tra i soccorritori - ha rivelato Pignalosa - mi hanno chiamato dal reparto fornitura dove lavoro. Quando sono arrivato sul posto dell'incendio ho visto tre persone in piedi carbonizzate, due a terra carbonizzate. Mi sono attivato per tirarle fuori da quell'inferno".

 

L'operaio dopo aver sottolineato: "La magistratura deve fare il suo lavoro" alla domanda sulle condizioni di sicurezza dello stabilimento ha tagliato corto: "non creiamo fantasmi inutili. L'azienda si è sempre comportata bene dal punto di vista della sicurezza. Noi operai abbiamo sempre fatto il nostro lavoro e portato a termine le mansioni assegnate".


Circa lo smantellamento dell'azienda, Pignalosa ha osservato: "Da operaio quando so che la fabbrica mi sta rimandando a casa io che ho moglie e figli non vengo più a lavorare con lo spirito di una volta. Si lavora con la speranza che qualcuno ti chiami da qualche altra parte".