{{IMG_SX}}Milano, 30 novembre 2007 - E’ DA UN ANNO e mezzo che tiene banco a Palazzo Marino lo spoils system adottato dal sindaco «per rendere più snella ed efficiente la macchina comunale». L’avvicendamento ai vertici dell’amministrazione di quasi tutti i direttori centrali e di settore (solo 4 salvarono il posto) e l’ampliamento sino a 57 unità di una casta che costa 11 milioni di euro all’anno ai contribuenti, erano sembrati sin dall’inizio così selvaggi da rendere quasi automatici gli accertamenti.

 

Anche perché sin dal settembre 2006, quando il city-manager Piero Borghini (79.000 euro l’anno di stipendio) e il vicedirettore generale Rita Amabile (264.000) fecero volare un sacco di teste, era parso evidente che proprio non reggesse il confronto tra i curricula presentati da alcuni dei manager entranti e quelli I veleni, comunque, si sono sprecati per mesi.

 

SOPRATTUTTO sul conto di Carmela Madaffari (217.000 euro l’anno), responsabile della direzione centrale Famiglia. Scava scava venne fuori, infatti, che questa signora, ex sindaco di Santa Cristina d’Aspromonte e poi candidata senza successo al Senato dall’Udc prima di essere ripescata per Palazzo Marino, s’era, in passato, imbattuta in guai grossi timonando un’Asl della sua regione. Ma, lasciando perdere i trascorsi della Madaffari, per quale ragione Milano, sede dell’Authority per il volontariato, s’è rivolta in Calabria per selezionare una manager mai attivo sul territorio ambrosiano?

 

RADICATO in città è, invece, Riccardo Albertini (203.000), attuale direttore centrale delle Politiche del lavoro. Ex vigile urbano di fede socialista, ex vicepresidente dell’assemblea cittadina per Forza Italia, ex consigliere del Nuovo Psi, rigorosamente non laureato, Albertini venne candidato nel 2006 al Consiglio comunale dalla Lista Moratti. Finì tra i non eletti ma eccolo riemergere in uno dei posti-chiave dell’Amministrazione.

 

PIÙ O MENO la stessa strada (ma con la differenza della laurea) percorsa da Marco Ricci (190.000 euro), responsabile del settore Pubblicità e ambiente. Non eletto nelle liste di An, ha subito spiccato il volo verso i vertici della macchina comunale. Poco si sa, al contrario, di Marianna Faraci (109.000 euro), numero uno del servizio Pianificazione per la famiglia. Se non che ha aderito al «Comitato Letizia Moratti per Milano». Troppa grazia? No, perchè persino il non laureato Giovanni Congiu, il fotografo che ha immortalato la campagna elettorale del sindaco, uno strapuntino da 70.000 euro l’anno da scattatore ufficiale in Comune l’ha trovato.