{{IMG_SX}}Roma, 23 novembre 2007 - Sarà "freddo" il Natale degli italiani, almeno sotto il profilo dei consumi. A testimoniarlo è l'indagine sulle tredicesime e gli acquisti di fine anno condotta dalla Confesercenti-Publica Res. In particolare, testimonia la ricerca, l'ammontare complessivo delle tredicesime sarà di 36,596 miliardi di euro, ma poco meno di 18 miliardi verranno utilizzati per gli acquisti natalizi con una diminuzione dell'1,8%, pari a 336 milioni di euro, rispetto all'anno scorso. Due le voci di maggior risparmio: 88 milioni di euro in meno saranno per la casa e la famiglia, mentre 248 milioni verranno tagliati dal portafoglio per i regali (-5%).


Insomma, osserva Confesercenti, anche "i consumi di Natale riflettono l'andamento di un anno economicamente difficile, con molti balzelli e poche illusioni nel quale sono aumentati (dal 61% al 67%) coloro che hanno tagliato diverse spese del loro bilancio. Durante il 2007 ne hanno pagato le conseguenze soprattutto i settori dell'abbigliamento (quasi la metà degli italiani ha ridotto il budget per questi acquisti), delle vacanze, della casa, ma anche quello dei beni alimentari".

 

Dopo un anno complicato, il Natale si concluderà senza l'auspicato colpo di reni: il segno meno domina le previsioni di spesa in tutti i settori. Simbolo della frenata è ancora una volta il settore dell'abbigliamento che registra una contrazione di 8 punti percentuali (dal 35% al 27%). Ma la flessione colpisce anche i viaggi (6 punti in meno), auto e moto (-3) mobili e elettrodomestici (-2), i giocattoli (-2). E a risparmiare saranno anche quei pensionati che in questi giorni stanno ricevendo i soldi del bonus.


Secondo gli intervistati la parte più cospicua dell'incasso - il 45% - non sarà spesa ma risparmiata, mentre a regali e acquisti di diversa natura saranno destinati rispettivamente il 15% e il 20%. Il resto della somma andrà in bollette, rate e tasse.


Attenti ai conti, gli italiani a Natale non perdono però la speranza: questa cede sì qualche punto rispetto all'anno scorso (dal 60% al 53%) ma si fa preferire rispetto alla visione di un Natale austero (per il 14% del campione) o difficile (per il 13%). E c'è anche una parte di italiani - il 12% - che ha deciso che almeno a fine anno vale la pena festeggiare comunque.
A condizionare le festività di fine anno sono le vicende economiche di questi mesi: pesa il caro-carburanti e anche il clima di tensione sui prezzi di alcune materie prime come il grano. Ma se cresce di un punto chi giudica in «peggioramento le condizioni economiche della famiglia», diminuisce di ben cinque punti la preoccupazione per il posto di lavoro.