{{IMG_SX}}Roma, 20 novembre 2007 - Rudy Hermann Guede è stato arrestato in Germania. E' lui il quarto uomo implicato nell'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, aggravato dalla violenza sessuale. Delitto avvenuto a Perugia il primo novembre scorso.

 

Rudy Hermann, nato il 26 dicembre 1986, detto "il barone", è ivoriano, ha 21 anni ed è stato affidato a 17 anni ad una famiglia di Perugia. Un adozione andata male, finita con la separazione. Di lui, l'imprenditore affidatario Paolo Caporali in un'intervista a Repubblica ha detto: "E' inutile nascondere che per me Rudy e' stato una delusione. Speravo di aiutarlo a costruirsi un futuro, pensavo di avergli dato un'opportunita'. Con il passare dei mesi, invece, ho capito che mi ero sbagliato" aggiunge ancora, sottolineando che il ragazzo "si e' rivelato un bugiardo. Diceva di andare a scuola e invece saltava le lezioni. Preferiva passare le giornate davanti al televisore o con i videogiochi. Poca voglia di studiare e ancor meno di lavorare. Quando l'ho capito l'ho allontanato dalla mia famiglia". "Non riesco ancora a credere - ha aggiunto - che si tratti dello stesso ragazzo che i miei figli consideravano un fratello".

 

E dalle pagine del "Quotidiano Nazionale", la sorella affidataria ricorda: "Era timido, al limite dell'introverso. Non aveva mai dato segnali di essere violento, anche se qualche volta e' stato un po' bugiardo".

 

Hermann alla fine di ottobre era a Milano dove è stato identificato per possesso di una modica quantità di stupefacenti. Il giovane ha precedenti per spaccio di droga, rissa e cinque anni fa rimase vittima di un accoltellamento. In occasione di uno dei fermi il giovane è stato schedato: da qui la possibilità di risalire alle sue impronte. Le stesse impronte, come risulterebbe da un primo riscontro, trovate sul cuscino insanguinato di Mez. Sue anche le tracce organiche lasciate nel bagno dell'appartamento della vittima, già segnalate nell'ordinanza del gip.

 

E potrebbe essere lui l'uomo notato il 3 novembre in una lavanderia a gettoni. Era con Amanda Knox e lavava vestiti e un paio di scarpe Nike. La stessa marca delle scarpe che hanno lasciato un'impronta nel sangue accanto al letto di Meredith. Le stesse scarpe "genericamente compatibili" con quelle di Raffaele Sollecito, sulle quali però non è stata al momento trovata alcuna traccia di sangue. Scarpe molto comuni del resto.

 

L'ombra del quarto uomo aleggiava già nel verbale di convalida dei fermi dei tre indagati, Amanda Knox, Raffaele Sollecito, Patrick Lumumba Dya. Di quest'ultimo è attesa a breve la scarcerazione. Gli inquirenti stanno lavorando: anche il movente potrebbe cambiare, non più un gioco sessuale finito male, ma gelosia, rabbia, vendetta e anche la premeditazione potrebbe non essere esclusa, visto che il coltello 'incriminato' è stato prelevato dalla casa di Raffaele. Mentre le posizioni di Lumumba e del giovane barese sembrano alleggerirsi, tra le ipotesi investigative sembra affacciarsi anche quella che il 'quarto uomo', possa anche essere l'unico uomo sulla scena del delitto.