{{IMG_SX}}In altri tempi, se non ci fosse stato da piangere, ci sarebbe stato da ridere. Il ministero degli esteri della Romania ha inserito l'Italia nell'elenco ufficiale dei paesi a rischio per i romeni, stampando un bollino giallo sullo Stivale che, per Bucarest, è pericoloso come l'Iran, la Costa Rica, il Messico e la Bulgaria. Il bollino rosso è riservato all'Iraq, al Libano, all'India e a Israele.

 

Secondo la Romania, l'Italia è un paese a rischio non perchè infestata da una delinquenza straniera che annovera una moltitudine con passaporto romeno (lo dicono i dati ufficiali del Viminale), ma a causa del decreto sull'espulsione dei cittadini comunitari, varato dal governo dopo il bestiale omicido di Giovanna Reggiani, di cui è accusato un nomade di nazionalità romena. Il fatto è che da noi passa il tempo, ma, come al solito, i politici di ogni schieramento parlano e basta mentre la criminalità dilaga. Afferma Roberto Formigoni, governatore della Lombardia: "Non se ne può più di vedere i condannati in libertà e persone prima arrestate e poi scarcerate.

 

La situazione è tragica. Non perdiamo più tempo, mettiamoci d'accordo. Poi, torniamo pure a litigare". Bravo. Ma quando vi mettete d'accordo, signori del Palazzo, così impegnati a non andare a casa perchè, in fondo, vi mancano "soltanto" 348 giorni per maturare la nuova pensione? D'altra parte, ieri alla Camera, c'erano quattro gatti a seguire il dibattito sulle comunicazioni di Amato in merito all'omicidio Sandri (segnaliamo il passaggio più tragicomico: "Non abbiamo occultato niente perchè nonnsapevamo niente").

 

D'altra parte, questo è lo Stato dove, nel momento in cui bande di criminali sfasciano gli stadi, assaltano caserme e commissariati, alle forze dell'ordine viene dato l'ordine di ritirarsi perchè, spiega il ministro dell'Interno, "così facendo abbiamo evitato una mattanza".

 

La prossima volta, Amato cosa fa: invita direttamente i delinquenti al Viminale perchè lo possano devastare in santa pace e poin gli offre da bere? Questi inquilini del Palazzo pagati con i soldi dei cittadini sono ciechi e sordi. Vivono e viaggiano sotto scorta e se ne fregano di come vive e come viaggia la gente che li ha eletti, perennemente in situazione di pericolo, persino dentro casa.

 

L'emergenza criminalità non è un'invenzione dei giornali. Il dottor Marzio Colturani, 64 anni, ginecologo abitava al settimo piano di un palazzo di via Comerio, a Milano, zona Fiera che non è esattamente il Bronx. Ieri notte, lui e il figlio Luca, 30 anni, sono stati aggrediti, legati e imbavagliati. Luca è vivo, il padre no: è morto soffocato dal piumone che, dopo avergli tappato la bocca con lo scotch, gli avevano ficcato in testa i criminali. Secondo Luca Colturani avevano l'accento dell'Est.

 

Quelli che quando entrano in scena, di solito non fanno mai prigionieri: ammazzano, seviziano, stuprano. Quando va bene, picchiano a sangue, rapinano e, se il bottino li soddisfa, se ne vanno. Ha ragione il governo di Bucarest: l'Italia è un Paese a rischio. Ma non per i romeni che ci vengono. Per gli italiani che ci vivono.