{{IMG_SX}}Strasburgo, 14 novembre 2007 - "Vengo qui a fargli una supplica: visto che una parte dei soldi della criminalità viene da qui, dall'Europa, non date più una lira all'Italia, fatelo per il nostro bene, perchè è come finanziare Bokassa, non arriva niente ai cittadini".

Beppe Grillo sbarca al Parlamento europeo di Strasburgo e nel corso di un incontro sulla destinazione dei fondi Ue organizzato dall'europarlamentare indipendente del Pse Giulietto Chiesa e a cui hanno anche partecipato il pm Luigi De Magistris e il giornalista Marco Travaglio, propone ai numerosi europarlamentari presenti di varare il blocco totale dei finanziamenti comunitari destinati all'Italia.


"Chiedo un segnale, perchè non li bloccano? - ha affermato Grillo- perchè io devo dare dei soldi che tu poi me li ridai e vanno a finire alla 'ndrangheta, alla camorra, nei casini... Me li tengo i soldi e li investo. Non mandateceli -ha insistito ancora il comico genovese- anzi, non ve li diamo più noi li teniamo in Italia così li usiamo in modo più decoroso, per esempio per tenere nel nostro Paese le industrie che delocalizzano la produzione". E ancora: «cosa vuoi sovvenzionare? Sovvenzioni la pesca e migliaia di pescatori hanno perso il lavoro e gli agricoltori sono ormai il 3% in Europa e mi domando dove andremo a mangiare. Ma dove vivete? La sovvenzione sta scardinando il mercato».

 

"Oggi -ha aggiunto ancora Grillo- i finanziamenti stanno drogando il mercato. Funzionano solo quando la trafila di chi gestisce i soldi è onesta: olandese, svedese, inglese». Il comico genovese ha quindi rincarato la dose insistendo sul fatto che il sussidio Ue «non serve più ad aiutare, serve a indebitare. L'agricoltura da quando è finanziata ha perso migliaia di posti di lavoro perchè i soldi vanno alle tre o quattro grandi multinazionali di cui vedo gli esponenti qui (al Parlamento europeo, ndr), tutti i giorni» mentre «l'unica compagnia di pesca che va bene è quella irlandese perchè si è rifiutata di prendere i fondi».


A Strasburgo, Grillo ha anche proposto di creare un sistema attraverso cui consentire ai cittadini di controllare direttamente attraverso internet la destinazione dei finanziamenti europei. «credo che il cittadino normale debba controllare lui stesso dal basso dove vanno a finire i suoi soldi. C'è la tecnologia oggi, c'è internet, possibile che non la possiate usare?» ha ammonito Grillo rivolgendosi agli eurodeputati. E ha aggiunto: «Mettete i dati lì, chiari e semplici, così io cittadino in qualsiasi posto mi trovi in Europa controllo dove vanno a finire i soldi delle mie tasse... non commissioni, firme, ministri e apparati: negli apparati non ci crede più nessuno».

 

Le affermazioni di Grillo hanno suscitato le critiche di diversi eurodeputati che partecipavano all'incontro, in particolare, i due siciliani Giusto Catania (Prc) e Claudio Fava (Ds).
Quest'ultimo, lo ha accusato di avere una visione «da fumetto dell'Unione Europea» ma anche il capogruppo dei Verdi, Monica Frassoni, ha detto di «non apprezzare le generalizzazioni» del comico genovese che ha tentato di esportare l'antipolitica anche in Europa.


A Strasburgo Grillo ha poi letteralmente smontato la proposta di Bart Staes, un europarlamentare belga iscritto al gruppo dei Verdi che nel corso del dibattito ha illustrato la sua idea di far controfirmare ai governi l'utilizzo dei fondi Ue. «Non si può controllare -ha esclamato Grillo- non c'è nessun ministro in Italia che metterebbe una firma così. Non credo più nell'autorità dall'alto che decide dove vanno i fondi. In Italia abbiamo 24 pregiudicati in Parlamento e 75 inquisiti. Il Belgio ce li ha? Facciamo invidia a tutto il mondo.
È lo Stato mafia», ha detto ancora Grillo invitando l'Unione europea a creare un sistema dove «tutti i cittadini che vogliono controllare possano farlo».