{{IMG_SX}}Maranello, 24 ottobre 2007 - "Aver lasciato correre dei piloti con un'auto squalificata e' stato un obbrobrio sportivo". Non usa mezzi termini Luca di Montezemolo, presidente della Ferrari, in una conferenza stampa tenuta a Maranello. Da presidente della squadra che ha centrato ancora una volta la doppietta Piloti-Costruttori, si e' voluto togliere qualche sassolino dalle scarpe. Cominciano della vicenda dello spionaggio, con protagonista la McLaren, ai danni proprio della Ferrari. Ma passando anche per la sentenza dello scorso 26 luglio della Fia quando fu riconosciuta da una parte la colpevolezza della scuderia di Woking: non fu sanzionata in quanto si disse che non si poteva provare che aveva utilizzato i documenti segreti di cui era entrata in possesso.


"Noi corriamo da piu' tempo di tutti- ha proseguito- e lo facciamo con lealta' e spirito sportivo. Aver lasciato correre dei piloti su un'auto squalificata e' stato un obbrobrio sportivo. Con la vittoria di Raikkonen e' stata fatta giustizia". Il 2007, per Montezemolo, e' stato "un anno pieno di veleni, di comportamenti sleali. Abbiamo avuto persone che hanno detto bugie. Ma abbiamo avuto anche delle persone che hanno migliorato le prestazioni della propria auto in modo non sportivo e non leale. Noi abbiamo avuto la necessita' di lavorare a fondo per molti mesi per esibire prove inconfutabili di questo comportamento".

Quindi la sentenza: "Uno dei momenti piu' difficili e' stato a fine luglio, quando usci' una incredibile, inaccettabile e assurda sentenza che da una parte accertava l'illegalita', dall'altra affermava la mancanza dell'evidenza. Pero' le gomme, oppure le distribuzioni di pesi si dovevano vedere.... Alla fine le cose che dicevamo noi, poi alla fine, sono state confermate. Chi ha detto bugie e' stato smascherato". Prima del GP del Brasile, quello che ha sancito la vittoria della Ferrari anche nella categoria Piloti, Bernie Ecclestone aveva detto che avrebbe tifato per Hamilton per via del colore della sua pelle. "Non so se abbia detto certe cose- ha replicato Montezemolo- Farebbe invece bene a dire che lui era in quel Consiglio e che quella sentenza era umiliante anche per lui".


Il presidente della Ferrari, poi, ironizza in qualche modo su tutta la vicenda: "Quella di luglio e' stata una sentenza che rischiava di creare un precedente assurdo. Come se venisse data la vittoria ad un fantino vincente su un cavallo drogato. Avevo gia' pensato, per il prossimo anno, di preparare una monoposto con 8.000 di cilindrata: avremmo vinto con i piloti, tanto avrebbero squalificato la squadra...". Ancora una volta, poi, Montezemolo critica il sistema dei punteggi: "La Ferrari ha dimostrato di essere una squadra che non molla mai, anche per esempio dopo la gara di Indianapolis quando avevamo un distacco enorme da recuperare. Questo per un punteggio allucinante, che premia chi arriva secondo o terzo in piu' gare possibili, non chi vince come succede negli altri sport".


"Da noi i piloti sanno lavorare nell'interesse della squadra". In conferenza stampa a Maranello Luca di Montezemolo, presidente della Ferrari, sottolinea come nel suo team "i piloti sanno lavorare nell'interesse della squadra". La conquista di Kimi Raikkonen dell'ultimo titolo Piloti e' arrivata anche grazie al contributo di Felipe Massa, secondo alle spalle del finlandese a Interlagos.


"La collaborazione di Felipe Massa, fondamentale in partenza e non solo, dimostra che noi siamo una squadra. Ma in questi anni l'abbiamo visto con Michael Schumacher e con Irvine, poi con Barrichello. Fino a quando io saro' qui, l'interesse principale sara' che vinca la squadra, non il singolo pilota. A chi stara' bene ok, altrimenti ci sono tante altre squadre in giro per cui correre".