{{IMG_SX}}Udine, 29 settembre 2007 - Denunciate 76 persone, sequestrate 252 postazioni per il gioco d’azzardo su Internet. Questo il bilancio di una vasta operazione che ha interessato tutto il territorio nazionale portata a termine dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Udine e che ha riguardato un sodalizio criminale che ha allestito in Italia un casinò on line (poker, slot-machine, black jack, roulette, ecc.) con lo schermo di una società “off-shore” che ha recapito fittizio in Costarica. La prima fase delle indagini aveva consentito il sequestro di centinaia di apparecchi illegali e la segnalazione alla competente autorità giudiziaria di 10 persone.

L’indagine condotta dalle Fiamme Gialle udinesi del Nucleo di Polizia Tributaria - coordinata dal sostituto Procuratore della Repubblica di Udine Alina Rossato - ha consentito inoltre di accertare l’operatività "in rete” di una società estera, apparentemente con sede nei Caraibi, ma in realtà riconducibile ad un "circolo culturale” friulano, che aveva escogitato un sofisticato sistema per condurre attività lucrative e abusive di gioco d’azzardo con l’impiego di tessere dotate di microchip denominate “Smart Card”, caricabili, tramite un apposito lettore, con banconote da 5 a 50 euro. Le carte magnetiche venivano poi utilizzate nelle postazioni internet - denominate “chioschi multimediali” o “multimedia” - distribuiti presso bar, circoli culturali e sale giochi, dotati di lettori e software in grado di consentire il diretto ed immediato accesso via internet.

La “società estera”, riconducibile al circolo culturale friulano e quindi alle persone ora indagate, gestiva direttamente i guadagni accumulati. L’attività  del gioco d’azzardo on line permetteva puntate massime pari all’importo memorizzato nel microchip, con contestuale addebito/accredito degli esiti delle giocate. Gli eventuali vincitori poi, mediante un semplice inserimento delle tessere nei lettori, potevano farsi corrispondere, direttamente presso i titolari degli esercizi, in contanti, il controvalore delle vincite.

Oltre alla interposizione della una società off-shore con funzione di facciata, gli indagati, al fine di eludere l’attività ispettiva, allestivano e promuovevano questi apparati - concepiti e adattati per il gioco d’azzardo - come semplici sistemi informatici ufficialmente destinati alla “mera” navigazione nella rete Internet.

Delle 76 persone denunciate alla Procura della Repubblica di Udine, 8 sono produttori e distributori delle apparecchiature illecite, nonché ideatori e gestori del sito web “Euronetcard” – ora oscurato - che nonostante operasse tramite un server ubicato nella Repubblica di Estonia, era in realtà direttamente riconducibile ai gestori, tutti italiani. I rimanenti 68 indagati sono i responsabili o gestori di esercizi ubicati in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige, Piemonte, Toscana, Abruzzo, Campania, Calabria e Sicilia (tutti sottoposti a perquisizione dai Reparti della Guardia di Finanza), in quanto coinvolti nella distribuzione e/o utilizzazione di apparecchi illeciti, nonché avventori dei locali dove si praticava il gioco d’azzardo.