{{IMG_SX}}Modena, 25 settembre 2007 - La Coop risponde colpo su colpo alle accuse di Bernardo Caprotti, il patron dell'Esselunga che ha appena dato alla stampa 'Falce e carrello'. In una conferenza stampa, Mario Zucchelli, presidente di Coop Estense, annuncia querele, richieste di risarcimento danni e dice cosa si nasconde secondo lui dietro l'attacco alle coop sferrato da Caprotti. "La vera ragione delle scelte del 'padrone' (così Zucchelli chiama per tutta la conferenza stampa Caprotti) di Esselunga sono quelle di screditare il suo maggior competitore indebolendone l'autorevolezza" e di "mettere in imbarazzo le amministrazioni, preparando un terreno utile a rendere più difficili rifiuti per futuri nuovi insediamenti di Esselunga".

 

Zucchelli rincara poi la dose: Modena e Ferrara un monopolio di Coop Estense? Forse, ma il tutto nella massima trasparenza, come del resto Milano per Esselunga o Como per Bennet. "Se avesse avuto più rispetto della verità avrebbe mostrato anche i dati che interessano altre zone. A Modena Coop Estense ha il 42% di quota di mercato dopo decenni di presenza, a Milano, invece, è Esselunga a detenere il primato, con il 52% in un mercato, tra l'altro, di quasi 4 milioni di potenziali utenti, contro i 600 mila di Modena".

 

La stessa catena Bennet, a Como, raggiunge, invece, il 65% di quota di mercato. Questo, secondo Zucchelli, "perchè ogni impresa ha relazioni pulite sul territorio. Un'impresa si rafforza e consolida dove nasce perchè lì si inserisce nel tessuto economico e sociale". Il momento scelto da Caprotti per lanciare queste accuse, secondo il presidente di Coop Estense, "è pianificato". Dopo la fortissima virata nella politica di prezzo del marzo 2005, Esselunga, prima molto più costosa di Coop a Modena, "è entrata in competizione continua, ma non è vero che è più conveniente di Coop: i numeri su cui si basa questa indagine sono piccoli, si parla del 7-10% dell'assortimento di un negozio".

 

Inoltre, prosegue Zucchelli, "ci sono mesi in cui Esselunga è più conveniente e altri in cui lo è meno, stupisce che quando fanno relazioni si tratta sempre dei mesi in cui quella catena lo sia di piu'". Il passaggio che avrebbe consentito ad Esselunga di diventare competitiva, poi, avrebbe una base non del tutto legittima. La catena milanese si sarebbe avvalsa del cosiddetto 'Effetto McClaren': un dirigente della catena risulterebbe condannato dal tribunale di Milano per aver usato contratti cooperativi per migliorare le condizioni di acquisto di Esselunga, guadagnando sul differenziale Coop 7 punti percentuali. Su questo caso, Zucchelli assicura che Coop Estense procederà a una querela e farà richiesta di danni.

 

"Non è un caso che il padrone di Esselunga- come Zucchelli ha chiamato per tutta la conferenza stampa Caprotti, a rimarcare la differenza tra le due aziende- non sia presente al Sud. Non gli conviene: sceglie le località in base al reddito della popolazione. Coop Estense, invece, ottimizza il risultato come impresa riuscendo così a fornire servizio anche laddove sarebbe impossibile". Per ciò che riguarda i casi di Vignola e Spilamberto, il presidente della cooperativa sottolinea come Esselunga avrebbe potuto aprire un negozio in tali zone, ma entro i termini di legge.

 

Caprotti chiedeva invece l'autorizzazione a metrature differenti da quelle consentite. In tema di Consorzio Agrario provinciale, invece, Coop Estense ha dimostrato che Esselunga era coinvolta nell'acquisto del terreno di via Canaletto sin dall'inizio, attraverso l'azienda di Costruzioni Edilmontanari, e ha sottolineato che il valore della zona non si allontana molto dalla cifra di 23 miliardi di lire, con la quale la cooperativa si è aggiudicata l'asta: "Lo dimostra il fatto che la stessa Esselunga era arrivata a offrire 21 miliardi e 100 milioni di lire" conclude Zucchelli.