{{IMG_SX}}Novara, 10 agosto 2007 - I Carabinieri hanno arrestato, in un'abitazione del centro di Novara, Antonio Lago Iglesias, presunto terrorista spagnolo appartenente ai Grapo (Grupos de resistencia antifascista primero de octubre). 

 

Questo arresto riporta alla ribalta delle cronache uno storico protagonista dell'eversione italiana: Mario Rossi, 70 anni, fondatore della banda ''XXII ottobre''.

 

Iglesias, giunto nella citta' piemontese da Roma, si trovava nell'appartamento di Rossi, in una via del centro. Dodici militari hanno circondato l'edificio, poi sono entrati nell'alloggio suscitando la sorpresa dei due occupanti.
''Credevo di non avere piu' conti in sospeso con la giustizia'', avrebbe detto Iglesias, che da qualche tempo vive nella capitale italiana, prima di essere portato nel carcere cittadino. La successiva perquisizione non ha portato alla scoperta di armi. La Corte d'Appello di Torino, competente per materia, sta intanto preparando le procedure per l'estradizione.

 

Era il 1969 quando Rossi, allora trentaduenne, diede il via all'attivita' della ''XXII ottobre'', uno dei gruppi terroristici che precedettero la nascita delle Brigate Rosse. Fece il giro del mondo la foto in cui lo si vedeva a bordo dello scooter da cui partirono i colpi che, il 26 marzo 1971, a Genova, uccisero un fattorino, Alessandro Floris, che stava tentando di impedire una rapina. Quando le Br rapirono il giudice Mario Sossi, nel 1974, fu uno dei compagni detenuti di cui chiesero la liberazione in cambio del rilascio dell'ostaggio. In carcere, Rossi - diventato una specie di figura mitica per i simpatizzanti della lotta armata - continuo' a dimostrarsi irrequieto: scriveva documenti, rilasciava interviste da irriducibile e si guadagno' anche una condanna per aver detenuto, in cella, un detonatore esplosivo. Oggi lavora in una cooperativa e, a suo carico, non e' stato preso alcun provvedimento.

 

Il ''Grapo'' e' un gruppo sorto in Spagna durante la dittatura franchista e si definisce ''componente del movimento di resistenza a fianco dei movimenti di sciopero, delle manifestazioni e di tutte le forme di lotta (legali e illegali, pacifiche e violente) utilizzate dalle masse''. All'antiterrorismo italiana non risulta che Iglesias, in tempi recenti, abbia commesso reati. Dopo aver scontato vent'anni (dal 1978 al 1998) di reclusione in Spagna per rapine e omicidi, l'iberico si era trasferito in Francia, dove era stato nuovamente arrestato: le autorita' transalpine non concessero l'estradizione. Una volta libero, Iglesias e' arrivato in Italia. Il mandato di cattura potrebbe essere legato a vecchie pendenze.