{{IMG_SX}}Roma, 5 agosto 2007 - «In alcun modo il ministro della Giustizia ha manifestato l'intenzione di interferire nell'inchiesta che ha coinvolto don Gelmini». È quanto sottolinea l'ufficio stampa del dicastero di via Arenula in una nota, rilevando che «con rammarico leggiamo sui giornali che l'espressione di rispetto verso la magistratura pronunciate dal Guardasigilli sono oggetto di strumentalizzazione da parte di alcuni».
Alla luce di ciò, continua la nota, «agli scienziati del diritto e del 'rovescio' che ogni volta intervengono ricordiamo che il guardasigilli ha sempre preso posizione a favore del rispetto della persona, chiunque essa sia, e su questo ha sempre vigilato e vigilerà, senza mai mettere in discussione l'indipendente esercizio del potere di indagine della magistratura, come dimostra un intero anno della sua azione di governo».

 

La stessa procura di Terni, rileva ancora l'ufficio stampa del ministero, «ha aperto un'indagine sulla fuga di notizie e il potere di vigilanza del guardasigilli è strettamente funzionale al buon andamento dell'amministrazione della giustizia, ciò che costituisce comune interesse del ministro, dei magistrati, della magistratura inquirente e di tutti i cittadini italiani».