{{IMG_SX}}Roma, 4 luglio 2007 - Un'attività «riferibile al Sismi in quanto tale e non a suoi 'settori deviatì», come lo stesso Pompa conferma nella memoria depositata alla Procura di Milano il 7 luglio 2006, «oggetto di ripetute informazioni al direttore del Servizio», iniziata nell'estate 2001 e andata avanti «in modo capillare e continuativo, sino al settembre 2003 e, in modo saltuario, sino al maggio 2006».

Così il Csm definisce l'attività di intelligence, coordinata dall'ex funzionario del Sismi Pio Pompa e messa a punto nei confronti di alcuni magistrati italiani ed europei, nonchè delle associazioni di riferimento di questi, quali Magistratura Democratica e Medel (Magistrats europeens pour la democratie et les libertes).

 Con una risoluzione «a tutela dell'indipendente esercizio della giurisdizione» votata oggi in plenum all'unanimità, Palazzo dei Marescialli interviene così sul caso dell'archivio segreto trovato a via Nazionale, nel quale furono rinvenuti elenchi e schede su magistrati qualificati come «aree di sensibilità» da sottoporre a «osservazione e interventi di contrasto e/o dissuasione».

Tra le toghe 'spiatè comparvero Gherardo Colombo, Giancarlo Caselli, Edmondo Bruti Liberati, Gioacchino Natoli, Ilda Boccassini, Felice Casson, Giovanni Salvi, Antonio Ingroia, Gerardo D'Ambrosio, Francesco Saverio Borrelli.

«A carico dei magistrati in questione - si legge nel documento approvato dal Csm - non viene indicato, a motivazione dell'opera di inteligence svolta, alcun fatto specifico (e men che meno alcun fatto illecito)» e tale attività sarebbe stata disposta «esclusivamente», come emerge dai documenti sequestrati, «sul presupposto che i magistrati oggetto di attenzione siano 'portatori di pensieri e strategie destabilizzanti e vicini ai partiti della passata maggioranza (di centrosinistra, ndr)' in ragione dell'attività giudiziaria svolta o delle posizioni assunte nel dibattito politico-culturale».

 Inoltre, si sottolinea nella risoluzione (di cui è relatore Fabio Roia, togato di Unicost) «l'opera di intelligence si è concretizzata non solo nella raccolta nella schedatura di materiali noti o comunque pubblici, ma anche in un capillare monitoraggio delle attività, dei movimenti e della corrispondenza informatica di magistrati, mediante forme di osservazione diretta o ad opera di terzi non individuati, di contatto con fonti riservate e di inserimento in mailing list con accesso limitato agli aderenti».

 

A fianco di questa 'osservazionè, poi, «sono stati posti in essere dal Sismi specifici interventi tesi a ostacolare o contrastare l'attività professionale o politico-culturale dei magistrati e delle associazioni in questione», quali «una campagna mediatica di delegittimazione dei magistrati già destinati all'Olaf (l'Organismo europeo per il contrasto alle frodi e alla corruzione, ndr) e l'interdizione politica nei loro confronti», nonchè la «campagna di stampa di alcuni organi di informazione, ripresa in sede politica, su una presunta congiura ai danni del Governo organizzata a livello europeo da Medel».

 

Per questo, l'organo di autogoverno della magistratura, rileva come, con i dossier illeciti raccolti da Pio Pompa, si cercava di «conseguire effetti di intimidazione nei confronti di alcuni magistrati e di cagionare perdita di credibilità nei confronti di altri preposti a indagini e processi particolarmente delicati», aumentando «le difficoltà nella collaborazione giudiziaria soprannazionale» ed «ostacolando in maniera significativa, l'esercizio indipendente ed efficace della giurisdizione».

Una tale attività di intelligence, infatti, sostiene il Csm, «oltre che non fondata su fatti specifici, è estranea alle attribuzioni e competenze del Sismi»: le iniziative giudiziarie e le attività di partecipazione al dibattito politico-culturale «sono componenti essenziali della democrazia e nulla hanno a che vedere con aggressioni o minacce richiedenti azioni di 'difesa sul piano militarè.

Inoltre, »il compito dei servizi è quello di vigilare sulla 'indipendenza e integrità dello Statò - osserva Palazzo dei Marescialli - e non sulla stabilità del Governo contingente qualunque ne sia il segno politico".

Il Consiglio superiore della Magistratura non dimentica infine di rilevare che "l'opera di intelligence fin qui descritta si è talora svolta, secondo i documenti acquisiti, con la partecipazione o l'ausilio di appartenenti all'ordine giudiziario", come emerge dal dossier sui magistrati italiani designati all'Olaf, in cui si fa riferimento a una fonte "di sicura affidabilità avente medesima estrazione professionale" dei magistrati in questione.

"Superfluo dire - conclude il Csm - che ogni tipo di collaborazione di magistrati con servizi segreti, oltre che espressamente vietata dalla legge, è estranea al modello costituzionale dell'ordine giudiziario e ai suoi connotati di terzietà e di indipendenza".

 

LA DIFESA DI POLLARI

"Il Sismi da me diretto, mai, dico mai, ha svolto attivita' non consentite, tanto meno nei confronti di uomini politici, di magistrati o di giornalisti''. Lo ha detto l'ex direttore del servizio, Nicolo' Pollari, in un'intervista rilasciata al Tg5.

 

I documenti rinvenuti nell'archivio di via Nazionale organizzato da Pio Pompa non sono mai stati trasmessi e utilizzati dal Sismi. "Mai, dico mai, tali atti e documenti sono stati trasmessi al Servizio e utilizzati in alcun modo dal Sismi", ha detto Pollari. Che ha aggiunto: "Non ritengo perciò accettabile che vengano emessi pronunciamenti in assenza di conoscenze complete ed adeguate dei fatti, e che si celebrino processi mediatici ai danni di un'istituzione repubblicana che ha operato solo per garantire la sicurezza dello Stato e dei cittadini italiani in momenti così delicati e difficili per il Paese".