{{IMG_SX}}Roma, 13 giugno 2007 - «Finalmente, dopo sei anni, un poliziotto trova il coraggio di dire la verita». È quanto dichiara Vittorio Agnoletto (nella foto alla scuola Diaz), eurodeputato, portavoce del Genoa Social Forum ai tempi del G8 del 2001 riferendosi alla deposizione del vice questore Michelangelo Fournier che ha parlato della scuola Diaz come di «una macelleria».


«Questa testimonianza - aggiunge Agnoletto - conferma quello che da sempre il movimento aveva affermato: alla Diaz vi fu un vero e proprio massacro. Ora il governo non ha più nessuna scusa: bisogna costituire immediatamente una commissione d'inchiesta».


Per l'eurodeputato le dichiarazioni di Michelangelo Fournier forniscono elementi di grande novità, «più che sufficienti per permettere ad una commissione d'inchiesta parlamentare di giungere all'identificazione di chi tra i vertici dell'ordine pubblico si assunse la responsabilità di ordinare una tale mattanza».


«Di fronte a quanto avvenuto oggi - spiega Agnoletto -, è evidente che sono molti, nella polizia, ad aver testimoniato il falso ed è quindi necessaria la loro immediata incriminazione. Cosa aspetta il governo di centro sinistra a sostituire e dimissionare il vertice della polizia? È inaccettabile che coloro che dirigevano allora la polizia siano rimasti al loro posto. Mi auguro che sia immediatamente predisposta una tutela per salvaguardare l'incolumità del vice questore che ha finalmente trovato il coraggio di rompere il muro d'omertà. È evidente che tale tutela non può essere affidata a coloro che egli ha voluto denunciare oggi nella sua testimonianza».


Sulla stessa linea il capogruppo al Senato di Rifondazione comunista, Giovanni Russo Spena: «La clamorosa deposizione resa oggi dall'ex vicequestore Michelangelo Fournier sui fatti di Genova nei giorni del G8 - afferma Russo Spena - conferma che su quegli episodi si è cercato di calare una cortina di silenzi, menzogne e reticenze. La verità deve infine emergere».


«Ora - conclude Russo Spena - non ci sono più alibi per contrastare la proposta, già avanzata, di una Commissione parlamentare d'inchiesta, come del resto previsto dal programma dell'Unione».