{{IMG_SX}}ROMA, 12 giugno 2007 - Mario Scaramella (nella foto), il discusso ex consulente della Commissione Mitrokhin, è il destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per una serie di truffe ai danni del Parco nazionale del Vesuvio.

 Scaramella ha ricevuto notivica del provvedimento nel carcere di Regina Coeli, dove è detenuto. I carabinieri hanno indagato sull'attivita' dell'Ecpp (Environmental Crime Prevention Program) facente capo appunto a Scaramella.


Le investigazioni, durate circa sei mesi, sono state condotte dai carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) e hanno consentito di acquisire prove sull'esistenza di un'associazione per delinquere finalizzata a truffe ai danni dell'ente Parco Nazionale del Vesuvio.

La banda avrebbe conseguito illeciti profitti per circa un milione di euro per la demolizione di opere abusive all'interno del Parco, che erano però state eseguite solo parzialmente. Tra le altre accuse anche false certificazioni di pubblico ufficiale, abuso d'ufficio, turbativa d'asta e illecita gestione di rifiuti.

 
In tutto gli indagati sono 9: il gip Guglielmo Muntoni ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Scaramella.

Agli arresti è finito anche Carlo Bifulco, 52 anni, direttore dell'ente Parco nazionale del Vesuvio. Nei suoi confronti il giudice scrive, nelle conclusioni: "Non si possono che condividere le affermazioni dell'accusa sulla sussistenza delle esigenze cautelari, in particolare rilevandosi che, benché egli si trovi all'estero per servizio, la disinvoltura con cui ha gestito la vicenda delle demolizioni, la facilità con cui è passato sopra ogni regola nei conferimenti degli incarichi e dei pagamenti rendono fondatamente paventabile che applichi gli stessi metodi in ogni campo"

 

INDAGATA LA COMPAGNA

Il nome di Giorgia Dionisio risulta tra le persone indagate nell'associazione a delinquere che farebbe capo a Mario Scaramella, raggiunto in carcere da una nuova ordinanza di custodia cautelare. La donna, 28 anni, è la compagna dell'ex consulente della Commissione Mitrokhin.

Secondo quanto scrive il gip Guglielmo Muntoni è entrata a far parte dell'Ecpp sin dal 2002. Scaramella, tramite la Ecpp, avrebbe commesso una lunga serie di irregolarità ed abusi nella gestione di numerose demolizioni da realizzare nell'area di pertinenza del Parco.
La Dionisio "risulta avere partecipato personalmente ed attivamente alle operazioni di demolizione ed era quindi perfettamente e consapevolmente di come esse venissero eseguite e di come non si fosse mai provveduto al ripristino dello stato dei luoghi. Ha sotoscritto atti ideologicamente falsi relativi alle attività della Ecpp.

Ha falsamente dichiarato che i rifiuti venivano conferiti in discarica o in centri di recupero specializzati, mentre è stato accertato che tali conferimenti non sono mai avvenuti o solo in parte".


La Dionisio come Fulvio Mucibello e Andrey Ganchev fa parte stabilmente dell'associazione a delinquere. Mucibello, 49 anni, collabora con Scaramella sin dal '99. Anche lui avrebbe dichiarato il falso in merito alla gestione dei rifiuti. Nella sua stessa posizione c'è anche Ganchev, che aveva rapporti diretti con alcune ditte incaricate delle demolizioni.

 

GRAZIE ALLO ZIO

Mario Scaramella avvia i rapporti con l'Ente Parco Nazionale del Vesuvio divenendone consulente legale in virtù della sua parentela con l'ex presidente della Regione Campania Antonio Rastrelli. La circostanza è resa nota dal gip Guglielmo Muntoni che riporta nel provvedimento restrittivo quanto dichiarato l'8 maggio scorso ai pm da Maurizio Frassinet, allora presidente del Parco.


«Fu lo stesso Scaramella a contattarmi - è la spiegazione di Frassinet - dopo aver saputo della mia nomina a presidente del Parco. Conoscevo Scaramella sin da adolescente, poichè io ero un esponente del WWF Campania e Mario aveva iniziato a frequentare la sezione; inoltre, siccome era anche nipote dell'allora presidente della Regione Campania, onorevole Antonio Rastrelli, il quale, d'intesa con il ministro dell'Ambiente, Ronchi, mi conferì l'incarico di presidente del Parco, come ho già detto conoscendolo dall'adolescenza, non ebbi nulla in contrario a nominarlo consulente del parco».


Conclude il gip Muntoni: «Come si vede, la nomina di Scaramella, nipote dell'allora presidente della Regione Campania che aveva contribuito in modo decisivo alla nomina di Frassinet, appare come un riguardoso ringraziamento per la nomina ricevuta, atto forse non illecito ma che spiega come sia stato agevole per Scaramella ottenere questo incarico e iniziare la sua scalata per acquisire la lucrosa attività di demolizione dei manufatti abusivi costruiti nell'area del Parco».