{{IMG_SX}}Milano, 25 maggio 2007 - Massimo Moratti minimizza. Lo striscione esposto dai giocatori del Milan durante la festa per la Champions League non e' piaciuto al presidente dell'Inter che, pero', non vuole fare polemiche. "E' una cosa gia' successa, ma ho ricevuto anche le scuse del Milan, penso, pero', che i giocatori questo striscione se lo ricorderanno a lungo".

 

Cosi' il patron nerazzurro al suo ingresso in Lega. Anche l'amministratore delegato rossonero, Adriano Galliani, e' stato interpellato, ma ha dimostrato di non gradire molto l'argomento. "Vi devo insegnare a fare i giornalisti - e' stata la replica dell'ad del Milan alla domanda sullo striscione incriminato che denigrava lo scudetto nerazzurro -? Abbiamo vinto la Champions League e voi mi fate queste domande?".

 

AMBROSINI

 

Con una lettera pubblicata sul sito della società, il centrocampista del Milan Massimo Ambrosini si è scusato per lo striscione di sfottò nei confronti dell'Inter esibito ieri sera durante la festa rossonera nelle strade di Milano. Uno striscione che recitava "lo scudetto mettilo nel ..." e che è stato ritenuto da molti eccessivo. "A chi è capitato di festeggiare subito dopo una grande impresa sportiva, - scrive Ambrosini - sa che ci si lascia un po' andare e che il clima nel quale si declina è un po' quello della goliardia. Ripeto, solo ed esclusivamente quello della goliardia. Il calcio non è fatto solo di comunicati ufficiali e di bon ton magari ostentato a denti stretti. Tra ragazzi che giocano a calcio capita infatti di scambiarsi qualche sfottò, il cui fine ultimo non vuole essere offensivo, ma goliardico".

 

Il centrocampista rossonero ha ammesso il proprio errore. "Mi rendo perfettamente conto che ho commesso un'ingenuità di cui mi scuso con tutti. Un gesto fatto in un momento di euforia che spero non cancelli l'immagine leale, corretta e professionale che ho sempre tenuto in questi quindici anni di carriera e che tutto il mondo del calcio, compreso l'ambiente interista, mi ha sempre riconosciuto. Tutti noi milanisti abbiamo almeno un amico interista e viceversa. Se ci si scambia qualche pizzicotto con cori a distanza, - ha aggiunto - non vuol dire che non ci si rispetti. Anzi. Il derby di Milano e la sua storica correttezza ha insegnato molte cose in tal senso. La nostra è l'unica città in cui milanisti e interisti vanno insieme allo stadio e deve continuare ad essere così".

 

Ambrosini, come molti suoi compagni, tiene particolarmente a smussare le tensioni con i 'cugini' nerazzurri. "In questo momento siamo felici perché abbiamo vinto una grande Champions League, l'Inter dal canto suo è giustamente orgogliosa per una vittoria in campionato assolutamente meritata e da noi sempre riconosciuta in ogni esternazione pubblica. Punto e a capo, - chiude il giocatore nella lettera - abbiamo un po' ecceduto, ma non roviniamoci il momento attribuendo chissà quali significati a cori da stadio condivisi con i nostri rispettivi tifosi che nascono nel momento d'euforia e finiscono in quello stesso istante. Senza livori e senza rancori".