{{IMG_SX}}Firenze, 9 aprile 2007. - Violenze sessuali, psicologiche e azioni di plagio su bambini, ragazzini e intere famiglie costrette a devolvere denaro e beni per un progetto di Chiesa contrapposto a quella «corrotta», ragazzi costretti a scegliere il seminario. La denuncia arriva da comuni cittadini che dal 1975 sono stati «vittime» di don Lelio Cantini che fino al settembre del 2005 è stato parroco nella periferia di Firenze.

 

 

Le vittime del plagio hanno denunciato violenze e soprusi alla curia fiorentina e al Papa e chiedono che la chiesa applichi tutte le sanzioni previste dall' ordinamento ecclesiastico e non escludono una causa civile.

 

Raccontano che don Cantini, detto il «priore», che aveva accanto a sè una presunta veggente che selezionava gli «eletti», li minacciava se non avessero obbedito alle sue imposizioni (niente assoluzioni, eucarestia vietata): tra queste c'era la richiesta di sesso alle ragazze dai 12 ai 17 anni, alle quali, imponendo loro il silenzio, avrebbe detto che così «aderivano completamente a Dio».

Ad un giovane avrebbe detto: «Quelli lassù ti hanno scelto per fare il sacerdote e se non accetti ti caccio dalla parrocchia per sempre».

 

Le prime denunce alla curia fiorentina sono del gennaio 2004, nel settembre del 2005 il sacerdote è stato destinato ad altra parrocchia, ma le persone plagiate chiedono pene più severe e scrivono al Papa (20 marzo 2006). Il cardinale Ruini risponde che dal 31 marzo il sacerdote ha lasciato la diocesi.

 

Nel frattempo, il cardinale di Firenze, Ennio Antonelli, ha 'punito' il sacerdote con, tra l'altro, l'impossibilità di confessare e celebrare messa.