Roma, 9 febbraio 2015 - Disegnare il tipo di pasta da consumare al ristorante, non solamente sceglierla sul tablet che ha sostituito il tradizionale menù cartaceo. E perché no, allora, disegnare anche un buon secondo, o la pizza, oppure il dolce: se le possibili applicazioni della stampa 3D sono potenzialmente infinite e possono andare dal campo biomedico alla tavola si capisce anche perché abbiano tenuto banco al Ces di Las Vegas, la fiera di elettronica di consumo numero uno al mondo e sedotto un appassionato di novità come Beppe Grillo, che dal suo blog offre una testimonianza diretta dal salone del Nevada assaggiando dolci stampati in 3D, da una macchina dell’americana ChefJet 3D.

L’idea di stampare un piatto di pasta potrebbe suonare sacrilega nel Paese del sole e della cucina mediterranea per antonomasia, eppure è da tempo allo studio di una delle nostre più importanti aziende del settore, la Barilla.

Il piano del colosso di Parma è arrivare a equipaggiare ogni ristorante con una stampante 3D e con questo obiettivo ha avviato una partnership con gli olandesi di Tno: è indiscutibile, infatti, che un aspetto assai stimolante sia offerto dall’altissimo livello di personalizzazione reso possibile dalla stampa tridimensionale. La difficoltà maggiore è al momento quella della velocità, che secondo Barilla dovrà quantomeno arrivare alla stampa di 15-20 pezzi di pasta ogni 2 minuti. Ma è solo questione di tempo. Poco, in verità. Molto meno di quanto si immagini. E allora l’unico limite sarà rappresentato solo dalla fantasia di chi potrà stamparsi la propria cena, dall’antipasto al dolce.

Lo scorso mese di agosto Barilla ha lanciato un concorso internazionale per ‘creatori di pasta’ con stampante 3D e premiato i tre vincitori su 216 partecipanti da 20 Paesi, a cominciare dalla ‘Rosa’ del francese Loris Tupin: un modello di pasta tridimensionale che, una volta gettato nell’acqua bollente si apre come un fiore.

La Foodini ha presentato a Las Vegas la sua Natural Machines che fa di tutto: il dispositivo ricorda un microonde e funziona con sistema operativo Android. Può essere controllato wifi tramite un display da 7 pollici che permetterà anche di impostare i cibi da preparare e di consultare ricette della community.

Chef stellati come i catalani Javier e Sergio Torres del Dos Cielos di Barcellona si sono lasciato conquistare dalla grande novità e utilizzano giù la macchina in cucina: «Non può sostituire le nostre mani e dare al cibo un buon sapore, ma può aiutarti con l’aspetto visuale dei piatti e a creare forme che non sarebbero state possibili prima». Come Foodini lavora la brasiliana Atomium, che oltre agli ingredienti di un pasto equilibrato, sempre in tema di personalizzazioni, può tenere in considerazione anche la storia medica dell’utente.