Bologna, 28 marzo 2016 - Il Mito. Quindici volte campione del mondo sulle due ruote, Giacomo Agostini, 74 anni tra poco, ha seguito con passione l’inizio della MotoGp. Senza trascurare la Formula 1
«Sa, a me sarebbe piaciuto provare a competere con le monoposto – racconta Ago - ma quando decisi di fare un tentativo ormai era tardi! Diciamo che è uno dei pochi rimpianti nella mia carriera di campione».
Anche Rossi aveva accarezzato l’ipotesi.
«Valentino quando ci ha pensato era più giovane di me. Credo che in lui abbia prevalso l’amore per la moto».
Ha sbagliato?
«No, no. Guardi che quello che Rossi sta facendo, a cospetto di rivali che appartengono ad un’altra generazione, merita solo una enorme ammirazione».
Però in Qatar più in là del quarto posto non è andato.
«Era soltanto la prima gara! Valentino stava vicinissimo ai primi tre. Penso abbia il diritto di giocarsi le sue carte, anche se ovviamente non sarà una impresa semplice».
Gli avversari hanno il vantaggio dell’età.
«Guardi, le parlerò della mia storia. Quando avevo vent’anni, io rischiavo l’osso del collo in qualunque situazione. Andavo al Tourist Trophy e me ne infischiavo dei marciapiedi, dei guard rail, eccetera. Solo che...».
Solo che?
«Poi il tempo passa e a trent’anni cominci a fare dei ragionamenti diversi. È normale, è la vita. Rifiuti istintivamente il pericolo eccessivo, l’esagerazione. Sia chiaro: va bene così, Valentino non è diventato un codardo, ragiona di più e come abbiamo visto nel 2015 anche con questo approccio diverso può immaginare di imporsi comunque».
Sul serio?
«Lui non molla mai. Lorenzo ha fatto centro alla prima tappa, ma il campionato è lungo. Rossi avrà molto da dire. Consiglio di non sottovalutarlo».
Forse, più di Marquez, il problema è Lorenzo, il suo compagno di squadra.
«In questo momento la Yamaha è la moto migliore. Marquez farà fatica, anche se è un talento assoluto».
A proposito di Lorenzo: voci di mercato lo vogliono verso la Ducati.
«Magari! Lo dico da italiano, essendo Ducati un marchio che appartiene alla nostra cultura. So per certo che la Audi, che del brand di Borgo Panigale ha il controllo, ha inoltrato allo spagnolo una offerta super».
E Lorenzo come risponderà?
«Non lo so. So come ragionerei io al suo posto. I soldi in più giustificano la rinuncia al mezzo migliore, che oggi indiscutibilmente è la Yamaha? Poi, se Jorge ritiene di poter fare la differenza salendo sulla Rossa di Borgo Panigale, beh, allora fa bene ad accettare. Ma non mi sembra così convinto».
Però come possono Lorenzo e Rossi continuare a convivere sotto lo stesso tetto, con il malanimo che caratterizza la loro relazione?
«Falso problema. Io correvo e il mio compagno di squadra era il primo rivale. Nel motorismo l’amicizia non esiste. Se Vettel e Raikkonen avessero una Ferrari stellare, secondo lei andrebbero d’amore e d’accordo?».
Ne dubito anch’io.
«Appunto. Però, speriamo che la Rossa di Maranello sia al comando non dopo la prima curva, come è accaduto in Australia, ma sotto la bandiera a scacchi».
Possiamo crederci?
«Dobbiamo. L’Italia, come Paese, ha bisogno di una Ferrari vincente e di un Rossi ancora campione. I buoni esempi servono, amico mio...».