Bologna, 20 novembre 2017 - "Ho paura di smettere, è una cosa che mi spaventa. Un giorno sarà difficile trovare qualcos'altro perché la MotoGP è tutta la mia vita. Dirigere la mia Academy sarà bello ma non è la stessa cosa". Valentino Rossi non si nasconde e, in un'intervista rilasciata al magazine tedesco Speedweek, racconta come il pensiero di quando dovrà appendere il casco al chiodo non lo tormenta, ma quasi. Il 'Dottore' sa benissimo che quel giorno inevitabilmente si avvicina e che stagioni come quella appena archiviata, se non sono sprecate, poco ci manca. Il 2017 è stato infatti un anno con pochi alti (una sola vittoria) e tanti bassi, di cui l'ultimo il quinto posto finale nella classifica piloti.

IL CRUCCIO DELLA STAGIONE - L'infortunio rimediato all'inizio di settembre è stato il crocevia della stagione, anche se già prima le cose non funzionavano come Rossi avrebbe voluto. "Ci sono state gare difficili come Jerez, Barcellona, Spielberg o Motegi. Non siamo riusciti a risolvere certi problemi, su tutti quello dell'usura della gomma posteriore - spiega il '46' della Yamaha - Paradossalmente, cercando di risolvere i problemi del 2016, ne abbiamo creati di nuovi".

FUTURO - Smaltita la delusione, adesso la testa è già al 2018. "Il primo obiettivo resta sempre il titolo, il secondo vincere le gare e il terzo arrivare al traguardo - il messaggio lanciato da Rossi - Cosa vorrei fare in futuro? Sarà interessante provare a mettere su un team in MotoGP ma è un mondo completamente diverso, ci sarà bisogno anche di un costruttore. Per adesso ci limitiamo alle altre due classi, ad aiutare i giovani".