MILANO, 19 marzo 2017 - Il pareggio di ieri contro il Toro può costare ancora più caro all'Inter degli scontri diretti persi. Il risultato finale è frutto certo di una Inter non perfetta dietro, ma soprattutto del poco cinismo dalle parti di Hart. Proprio per la consueta labilità del portiere inglese, capace di grandi miracoli ma anche di papere colossali, le occcasioni sciupate nel finale da un giocatore sempre mortifero come Perisic potrebbero essere la condanna dei nerazzurri in ottica Champions.

TROPPA FRETTA - Il Toro, come di consueto davanti al pubblico di casa, imposta sempre gare a ritmi molto alti, a volte a scapito dell'equilibrio di squadra. Il tema tattico della partita di ieri, dunque, poteva essere messo in preventivo da Pioli che effettivamente ha deciso di giocarsela a viso aperto sfruttando la qualità dei suoi uomini offensivi. L'Inter se l'è giocata, consapevole di essere più forte e più cinica del Toro, ma non è andata così. Gli errori difensivi che sono costati la rimonta da 0-1 a 2-1, potevano essere attenuati dalle numerose occasioni giunte soprattutto nel finale. Due di queste, non sfruttate da Perisic, avrebbero comunque consegnato la vittoria ai nerazzurri nonostante i due gol subiti, ma non è successo.

MIGLIORARE LA GESTIONE - Il ritmo infernale prodotto dal Toro ha costretto l'Inter a giocare di fretta, senza la solita organizzazione, adattandosi allo scambio di colpi da una parte e dall'altra proposto da Mihajlovic, che non vuole assolutamente vedere la propria squada soffrire in difesa. Questi continui cambi di fronte probabilmente hanno tolto lucidità all'Inter, soprattutto ai suoi uomini avanzati. E' mancato raziocinio nell'ultimo passaggio, un paio di tagli di Icardi non serviti, l'argentino infatti è uscito furente al 90' proprio per questi errori, ma soprattutto concretezza negli undici sedici metri. Il continuo gioco fatto di colpi serrati a guardie abbassate ha tolto energie mentali all'Inter, in particolar modo il Toro è stato bravo a far perdere progessivamente equilibrio alla squadra di Pioli, apparsa spesso molto allungata sul campo. E quando si devono coprire porzioni di campo elevate si può arrivare col fiatone sotto porta come successo a Perisic, per due punti probabilmente buttati e che avrebbero consentito all'Inter di restare in scia. Così è tutto più difficile.

MANUEL MINGUZZI