Calella (Spagna), 20 marzo 2017 - Comincia nel segno dei colori italiani la 97ª edizione della Volta a Catalunya, storica gara a tappe spagnola che per la prima volta in stagione mette di fronte Chris Froome ed Alberto Contador: l'atto iniziale, intanto, va infatti all'azzurro Davide Cimolai, che allo sprint ha fatto lo scalpo al favorito Nacer Bouhanni e ad un altro italiano, Kristian Sbaragli. Se c'è un corridore italiano sottovalutato, quello è proprio Cimolai: 28 anni ad agosto, raramente l'ex pistard di Pordenone viene indicato tra i favoriti di una corsa, neppure quando la volata è l'epilogo più atteso. E invece non capita poi così di rado che l'ex portacolori della Lampre, passato quest'anno alla FDJ, piazzi la zampata in corse di prestigio: quella di oggi è la quinta vittoria da professionista, che arriva dopo il Trofeo Laigueglia e una tappa della Parigi-Nizza nel 2015 e un altro successo proprio sulle strade della Catalogna l'anno scorso, quando Cimolai si impose anche in una frazione del meno altisonante Giro del Giappone.

Apripista del campione uscente Arnaud Démare alla Milano-Sanremo di due giorni fa, già alla Classicissima Davide aveva dimostrato di avere una gran gamba e oggi il team lo ha ripagato, mettendo al suo servizio uno dei suoi uomini più rappresentativi: nientemeno che il campione francese Arthur Vichot. È stato proprio il tricolore transalpino a lanciare la volata di Cimolai, che poi ci ha messo abbondantemente del suo rivelandosi l'unico a restare nella scia di Bouhanni quando l'ex boxeur della Cofidis è partito come una palla di cannone ai duecento metri, e quindi di andarlo a saltare sulla linea d'arrivo con un colpo di reni che solo il fotofinish ha decretato vincente. Male, invece, colui che sulla carta era indicato come il principale contendente di Bouhanni, il campione tedesco André Greipel, rimasto chiuso al momento di lanciare lo sprint e rialzatosi prima ancora di tagliare il traguardo.

Dopo la vetrina concessa oggi ai velocisti - al termine di una tappa comunque tutt'altro che pianeggiante - il Giro della Catalogna tradizionalmente infarcito di salite entra subito nel vivo con una cronometro a squadre di ben 42 km che, domani, imprimerà già una fisionomia ben precisa alla classifica: favorite d'obbligo alla conquista della vittoria sono la Bmc pluri-iridata della disciplina e il Team Sky, qui presente in uno dei suoi allestimenti migliori con Geraint Thomas, Mikel Landa e il nostro Diego Rosa a scortare Chris Froome nel primo testa a testa stagionale tra l'anglokenyano e Alberto Contador. Prepariamoci quindi ad assistere, nell'arco di questa settimana, ad un'anteprima del duello più atteso, in luglio, sulle strade di Francia per la conquista del Tour.

Attenzione, però, alla nutrita schiera di outsider che non partono certo rassegnati al ruolo di spettatori: su tutti il padrone di casa Alejandro Valverde, già vincitore di quattro tappe in carriera alla corsa catalana e della classifica generale nel 2009; e poi il campione 2013 Daniel Martin che potrà contare sulla forza della Quick Step campionessa del mondo in carica nella cronometro a squadre, l'intramontabile Samuel Sánchez, il sempre combattivo Ilnur Zakarin, il quasi vincitore del Giro 2016 Steven Kruijswijk, Romain Bardet ancora arrabbiato per l'espulsione dalla Parigi-Nizza, Rohan Dennis reduce dal secondo posto alla Tirreno-Adriatico e Adam Yates, a sua volta a segno un paio di settimane fa al Gp di Larciano. Discreta anche la rappresentanza italiana: oltre al vincitore di oggi Cimolai, infatti, la nostra pattuglia vede al via Davide Formolo e Gianluca Brambilla con ambizioni di classifica, il già citato Rosa a sgomitare tra i tanti galli del pollaio Sky ed il due volte vincitore dell'Amstel Gold Race, Enrico Gasparotto, a scaldare il motore in vista delle sue classiche delle Ardenne. La speranza, quindi, è che il tricolore continui a sventolare anche nei prossimi giorni.