BOLOGNA, 13 febbraio 2017 - 1.500 dollari per salire su un barcone dalla Libia e sbarcare, dopo cinque giorni in mare a pane e acqua, in Italia. E' la storia dell'etiope Hussein Omar Mohamed, scappato dalla sua terra dove era rinchiuso in un carcere semplicemente perché di etnia Oromo, una di quelle discriminate dai Tigrini. E' riuscito ad evadere tramite un piccolo foro ricavato dopo tre mesi di scavi con una piccola punta di metallo. Ha lasciato la famiglia e gli amici in Etiopia, dopo aver lottato per ottenere libertà e diritti, ma proprio per questo motivo era stato arrestato e torturato.

Una volta guadagnata una manciata di soldi come muratore, Hussein ha deciso di intraprendere il suo viaggio della speranza, imbarcandosi per l'Italia assieme a tanti altri connazionali, alcuni di questi dispersi e morti in mare. Una volta in Italia, da buon etiope, il nostro Mohamed ha deciso di dare sfogo alla sua passione: la corsa. Ad aiutarlo la Gnarro Jet Mattei di Bologna, grazie al presidente Luigi Giagnorio che lo accoglie nella società facendo di Hussein l'uomo di punta della squadra. Le sue gambe fanno la differenza, nel 2015 vince la maratonina di Suviana e una corsa a Baigno, ma i suoi successi non si fermano. Proprio ieri, un altro trionfo, stavolta alla 28esima edizione di 'Insieme a Danilo' corsa Fidal di 10km organizzata a Granarolo dell'Emilia e che lo stesso Hussein aveva vinto anche l'anno scorso. Successo netto quello dell'etiope con quasi due minuti su Filippo Capitani dell'Atletica Modena e Alberto Bonvento della Pontelungo.

MANUEL MINGUZZI