Roma, 19 aprile 2017 – “La Lazio per me non è e non sarà mai un semplice club”. Inizia così la risposta di Danilo Cataldi al comunicato della Curva Nord della Lazio. Il centrocampista, attualmente in prestito al Genoa, è stato messo sotto accusa dai tifosi biancocelesti, per l’esultanza nella gara di sabato fra i liguri e i capitolini, dopo la rete del momentaneo 2-1 di Pandev. “La Lazio per me è una famiglia, una casa nel mio cuore in cui sono entrato quando avevo 12 anni. E non dimenticherò mai ogni momento vissuto con il biancoceleste addosso e con l'aquila sul petto. Grazie alla Lazio, da bambino sono diventato uomo. E soprattutto professionista. La carriera di un calciatore è anche questo, sono orgoglioso dell'opportunità di giocare nel Genoa che ha creduto in me, di proseguire il mio percorso di crescita in una società così importante. Oggi, Cataldi dà l'anima per il Genoa come ha sempre fatto e se ci sarà la possibilità continuerà a fare per la Lazio. Senza voler mancare di rispetto a nessuno sia da parte mia che della mia futura moglie, che come giusto che sia, tifa e tiferà sempre la maglia che indosso. Questo è il mio percorso, con la testa al Genoa; come da sempre e per sempre grato e legato ai colori biancocelesti”. Parole chiare, che in un certo qual modo provano a spegnere la polemica e a ricucire i rapporti. A giugno i piani di Cataldi erano di rientrare a Roma, adesso nonostante tutto nulla sembra essere cambiato. Altre sei partite a lottare con la maglia rossoblu sul petto, poi tornerà nella Capitale per provare a convincere Inzaghi e far cambiare idea ai suoi tifosi.

Anche il suo agente, Roberto De Fanti, è intervenuto per prendere posizione e difendere il ragazzo. "La situazione è paradossale. I tifosi del Genoa accusano Cataldi di pensare troppo alla Lazio. I tifosi biancocelesti gli augurano di rimanere a Genova perché “feriti” da un’esultanza col grifone. La realtà è che Cataldi è un vero professionista nonostante abbia solo 22 anni. Purtroppo, molto spesso e troppo facilmente ci si dimentica che stiamo parlando di un ragazzo che nel giro di qualche ora ha mollato la famiglia, la squadra dove è cresciuto per mettersi in gioco in un ambiente, permettetemelo, non proprio facile. In più, pur allenandosi bene e facendo ottime prestazioni con Nazionale Under21 e avendo partecipato agli Stage della Nazionale del c.t. Ventura, dopo il cambio di allenatore, si è ritrovato inspiegabilmente indietro nelle gerarchie. Ha scelto il Club più antico d’Italia per crescere, maturare e per mettere il proprio talento al servizio di una squadra che non stava vivendo un momento brillante. La piazza di Genoa è molto calda, si sa, e sicuramente non sarà stato agevole per Danilo calarsi in una realtà diversa da quella romana. Il Genoa veniva da un periodo difficile, con i risultati che tutti conosciamo e Danilo come giusto che sia era dispiaciuto per la situazione anche perché non riusciva a dare il proprio contributo. Danilo sabato non ha mancato di rispetto a nessuno. Ha solamente partecipato all’esultanza di squadra essendo un momento delicato per la maglia per cui sta giocando in prestito".