Roma, 6 dicembre 2017. Nel giorno in cui la Roma conquistava la testa del girone di Champions la Conferenza dei Servizi ha dato il suo ok al progetto del nuovo stadio della Roma. L'impianto, in realtà, non sarà di proprietà dei giallorossi ma di società legate al Presidente della Roma James Pallotta. "Sulla questione proprietaria, è una questione che abbiamo trovato e abbiamo confermato" - dice l'Assessore all'Ubanistica Luca Montuori ai microfoni di Radio Radio - "C’è un vincolo che lega Pallotta, i proprietari dello stadio e la società per 30 anni. Non è di proprietà della Roma, questo è indubbio, non volevo negarlo. Il vincolo di legame è di 30 anni, faccio un calcolo: l’Olimpico fu fatto negli anni ’30, poi rinnovato negli anni ’60 e con i Mondiali del ’90. Ogni circa 30 anni cambia lo stadio, forse anche le esigenze di pubblico e tante cose".

MONTUORI: "STADIO DELLA ROMA? ABBIAMO MIGLIORATO IL PROGETTO PRECENDENTE". La Conferenza ha dato il via libera ad un progetto molto diverso da quello varato dalla vecchia Giunta a guida Ignazio Marino, un progetto che prevede un importante taglio delle cubature e che rinuncia alle 3 alte torri (sarebbero stati gli edifici più alti della Capitale) e le sostituisce con 18 palazzi. "Si è chiusa una fase iniziata a febbraio/marzo, in cui si è deciso il ridimensionamento dell’intervento. Il nuovo intervento segue un nuovo quadro definito dall’ Amministrazione, che prende atto di tutti i cambiamenti che ci sono stati anche a livello di previsione infrastrutturale nell’area, e di esigenze definite dalle linee politiche di questa amministrazione" - continua Montuori - "La fase si è chiusa ieri con l’approvazione del progetto in Conferenza dei servizi. Adesso si apre la nuova fase, quella di approfondimento, ovvero: approvazione definitiva del piano regolatore, di redazione dei progetti esecutivi, delle gare. E poi prima pietra e prima partita". I tempi della posa della prima pietra però non sono prevedibili perché il verbale della Conferenza dei Servizi dovrà prima essere adottato dall'Assemblea Capitolina e, come ogni piano regolatore, dovrà seguire un percorso che non si preannuncia breve. "Noi crediamo di aver migliorato il progetto precedente" - conclude l'assessore della Giunta pentastellata - "Crediamo che rispetto a quello fossero intervenute delle novità. Adesso serve una collaborazione tra tutti coloro che sono attorno a un tavolo. Al di là di qualche scaramuccia politica, adesso si deve lavorare tutti quanti affinché questo intervento abbia una maggior ricaduta positiva sulla città di Roma, Capitale d’Italia e patrimonio di tutta l’umanità. Se non lavorassimo tutti affinché questo intervento si realizzi nel migliore dei modi, credo che non faremmo il bene dei cittadini".

MARIA SCOPECE