Napoli, 14 novembre 2017 - Il day after più amaro della storia del calcio italiano, che non conosceva l'onta dell'esclusione da un Mondiale da 59 anni. Una serata da incubo in cui si fa fatica a trovare risvolti positivi: forse non la pensa totalmente così Sarri, che ieri ha avuto un'ulteriore conferma di lavorare con uno dei migliori registi in circolazione.

LAMPO NEL BUIO - Dopo una lunga tiritera diplomatica con il Brasile, si è infatti risolta con un lieto fine la querelle Jorginho, che ha scelto di giocare per la nostra Nazionale, che a sua volta si è affidata al mediano del Napoli proprio nell'occasione più delicata, finita come è ormai sulla bocca di tutti. Un epilogo nero che però non cancella il discreto debutto dell'ex Verona con la maglia azzurra dell'Italia: buona la prova di Jorginho in particolare nella prima frazione, quando un paio delle sue classiche verticalizzazioni avevano illuminato la scena di uno stadio Meazza vestito a festa. Una festa che purtroppo non c'è stata anche per colpa della scarsa vena di Immobile, innescato a più riprese proprio da Jorginho senza tuttavia riuscire ad abbattere il fortino svedese. E dire che la gara del regista del Napoli non era cominciata nel migliore dei modi: da brividi infatti il retropassaggio per Buffon che per poco non accelerava i tempi della tragedia sportiva che comunque ci sarebbe stata nella serata da incubo di San Siro.

DA DOVE RIPARTIRE - Un incubo da cui è difficile salvare alcun protagonista del gruppo scelto e schierato in campo da un Ventura apparso in confusione dopo la batosta di Madrid contro la Spagna. Tra addii certi (quelli di Buffon, Barzagli e De Rossi) e altri per ora solo paventati (leggi alla voce Chiellini), l'Italia è chiamata a risorgere dalla sua notte più buia e deve farlo senza certezze. Se i veterani erano chiaramente sul viale del tramonto già da tempo, le giovani leve non hanno mai convinto al punto da non riuscire a segnare alla modesta Svezia nell'arco di 180'. Chissà come sarebbe andata con un maggior impiego di Insigne, l'elemento sulla carta più talentuoso della quasi ex Nazionale di Ventura: al prossimo CT il compito di valorizzare nella porzione di campo più consona il folletto partenopeo e di continuare a fidarsi della regia illuminata di Jorginho, che ha affidato ai social la sua amarezza: ''E' un dispiacere enorme perché l'Italia non meritava un risultato del genere: sono molto triste ma si andrà avanti pensando che ci abbiamo provato fino alla fine.''