Napoli, 7 ottobre 2017 - Per diventare dei grandi nel proprio settore non è necessario vincere: la prova vivente di questa tesi è colui che ha creato il cosiddetto ''Sarrismo'', che finora non fa rima né con lo scudetto né con qualche altro trofeo. Ma che fa gola a tutti i top club europei.

INSIDIA CLAUSOLA - Il dettaglio non è sfuggito a De Laurentiis che, a prescindere da quale sarà l'esito del campionato in corso, vuole trattenere il tecnico toscano, un fuoriclasse nel suo campo: dietro ai numeri record del Napoli e al gioco ormai rinomato a livello internazionale c'è la mano dell'ex Empoli, capace di far crescere praticamente tutti i calciatori della rosa azzurra. A parole l'amore del patron verso il suo condottiero è conclamato. Già, a parole, perché la strada per assicurarsi la permanenza di Sarri a lungo termine è decisamente in salita e la colpa, se così si può dire, è proprio di De Laurentiis, che ai tempi della stipula del contratto appose la famosa clausola di 8 milioni esercitabile dal 2 febbraio al 31 maggio 2018: un lasso temporale che garantirebbe alle due parti di programmare al meglio il futuro senza alcuna doccia gelata ma che, alla luce del rendimento scintillante del Napoli firmato Sarri, fa paura al quartier generale di Castel Volturno. Guardando un po' i prezzi in giro nel folle calcio degli ultimi anni, 8 milioni per un top team sono una cifra quasi irrisoria. Ma, in effetti, neanche il De Laurentiis pensiero più ottimista avrebbe potuto prevedere un boom del genere, per giunta con artefice un allenatore proveniente dall'Empoli.

PRIMAVERA DI FUOCO - Urge correre ai ripari e la soluzione per far continuare il matrimonio c'è ed è nelle mani di Sarri: il tecnico toscano potrebbe accettare un nuovo contratto privo della clausola ma fornito di uno stipendio più alto di quello attuale, che si aggira sul milione e 400mila euro. Servirà staccare un assegno sostanzioso per trattenere l'uomo dei miracoli e della gavetta, che proprio per questo motivo non ha mai nascosto di voler finalmente guadagnare molto dopo anni di sacrifici nei piani più bassi del calcio nostrano. Non c'è fretta perché qualsiasi discussione sarà rimandata al 2018, con la soluzione definitiva che è attesa tra fine marzo e inizio aprile. Dopodiché a Napoli tutti i riflettori saranno puntati sulla volata scudetto e viverla con al timone un comandante già virtualmente destinato ad altri lidi sarebbe un delitto clamoroso. A prescindere dall'esito finale del campionato.