Carnago (Varese), 12 gennaio 2017 - ​AMICI e rivali: Montella e Mihajlovic come Red e Toby, classico Disney. Una volpe scanzonata, un cane da caccia ligio al dovere che il destino metterà contro. In questo caso niente foreste e trappole ma un campo da calcio: si sono stati avvicendati sulle panchina di Catania, Fiorentina, Sampdoria e ora il Milan e si affronteranno per due volte in 96 ore. Partite determinanti: quella di stasera a San Siro è secca, chi esce battuto saluta la Coppa Italia; quella di lunedì al Grande Torino invece rischia di essere lo spartiacque dei sogni europei di entrambe le squadre. Compagni alla Sampdoria, caratteri diversi e stili differenti. Montella vuole donare leggerezza nello spogliatoio, non alza quasi mai la voce e punta su ritmi dolci e possesso; Mihajlovic invece usa il bastone, non ha paura di lavare i panni sporchi a mezzo stampa e ama ripartenze e verticalizzazioni.

«RINUNCIARE». Ma c’è più di Mihajlovic in Montella di quanto si possa credere. Montella infatti rimprovera Niang, senza citarlo direttamente ma seminando indizi qua e là: «Bisogna rinunciare a qualcosa nella vita privata per crescere». Il francese questa sera non ci sarà per squalifica ma è sotto gli occhi di tutti un momento negativo: involuto tatticamente (non segna dal 16 ottobre), fiacco atleticamente (ha sbagliato due rigori in fila) e al centro di un presunto scandalo che lo coinvolgerebbe con tale Guendalina Rodriguez, il “trans dei vip”. Non a caso il Milan sta ragionando proprio per completare la rosa con un esterno d’attacco: spiragli per il prestito di Deulofeu dall’Everton (pronto a comprare l’ex Inter Belfodil per 12 milioni). Montella infatti ritiene una “forzatura” lo schema a due punte con Bacca e Lapadula: un modulo che gli ha permesso di sbloccare la gara con il Cagliari e che lo ho tormentato anche al supermercato.

 «QUALCUNO mi suggeriva di fare cambi prima: e pensare che è andata bene, figurarsi se fosse andata male. La passione non scema e il calcio non finisce mai: tutti i giornalisti sono allenatori e anche ieri, al supermercato, ho visto che sono tutti allenatori. Pensavo succedesse solo a Roma, invece anche a Milano...». Dopo aver vinto la Supercoppa («quasi cestinata»), Montella spera di avuto nella “agrodolce” Coppa Italia una nuova possibilità di alzare un trofeo, che potrebbe essere il primo made in China: «È una competizione a cui tengo molto a prescindere dalle ambizioni del Milan. I ragazzi sanno che arrivare in fondo in Coppa Italia è importante. Dobbiamo entrare in campo con la voglia di vincere fin dai primi minuti». Anche perché il Toro non farà sconti: Mihajlovic, che lo scorso anno ha portato il Milan in finale e riportato a Milanello il senso del dovere, sogna una rivincita personale. Amici e rivali. Come Red e Toby.

Le probabili formazioni

Milan (4-3-3) : 99 Donnarumma; 96 Calabria, 29 Paletta, 15 Gomez, 2 De Sciglio; 33 Kucka, 23 Sosa, 91 Bertolacci; 8 Suso, 9 Lapadula, 5 Bonaventura. All.: Montella. In panchina: 30 Storari, 35 Plizzari, 20 Abate, 17 Zapata, 4 Ely, 21 Vangioni, 16 Poli, 80 Pasalic, 73 Locatelli, 10 Honda, 70 Bacca, 63 Cutrone.

Torino (4-3-3) : 1 Padelli; 29 De Silvestri, 13 Rossettini, 24 Moretti, 23 Barreca; 15 Benassi, 18 Valdifiori, 8 Baselli; 19 Iturbe, 9 Belotti, 10 Ljajic. All. Mihajlovic. In panchina: 21 Hart, 90 Cucchietti, 7 Zappacosta, 5 Carlao, 93 Ajeti, 25 Lukic, 16 Gustafson, 20 Obi, 31 Boyè, 11 Lopez, 17 Martinez.

Arbitro : Russo.

Orario in Tv: ore 21 su Rai2