ROMA, 19 maggio 2017 – Nella Capitale con la maglia della Lazio indosso 10 stagioni intense. Fascia da capitano portata sempre con onore e rispetto, e un amore sviscerato per i colori biancocelesti nonostante le origine brianzole. Stefano Mauri ha lasciato a Roma sicuramente un ricordo positivo. Adesso veste la maglia del Brescia, con cui ha conquistato una salvezza complicata. “Sono arrivato con la squadra un po' in calo, qualche infortunio, tanti giovani. L'inizio di anno è stato molto sottotono. Il finale ci ha sorriso alla grande. Differenze tra Brescia e Roma? La pressione all'interno del campo bene o male è la stessa. Ci sono meno spettatori ma il tifo del Brescia è molto caldo. Si sta più tranquilli durante la settimana. Anche in città non ti fermano per strada, non ci sono tante radio come a Roma. Si vive bene. Poi sul laziale Prce, in prestito biennale proprio al Brescia: "Si sta facendo le ossa in Serie B. Ha avuto qualche problemino fisico con una distorsione alla caviglia. È un buon calciatore che potrà tornare utile alla Lazio dopo aver fatto un po' di esperienza".

Mauri parla poi anche della Lazio di quest’anno, che ha sicuramente portato a termine una stagione molto positiva. "La società secondo me ha fatto un buonissimo lavoro. La rosa si è rafforzata, ha inserito Peruzzi in un ruolo molto importante di raccordo. Simone Inzaghi non ha fatto bene, di più! La vera rivelazione dell'annata. Non avevo comunque dubbi. Simone, già da quando giocava a calcio, si vedeva che avrebbe fatto l'allenatore. La squadra ha fatto un ottimo campionato. Ora bisogna fare un altro passo in avanti per cercare di fare bene sia in campionato, sia in Europa League. Ricordo che quando giocavamo su due fronti facevamo fatica. Giocare una sola volta a settimana è diverso. La società ha fatto vedere dei passi in avanti. Ora ne serve un altro. Serve il trattenere più calciatori possibili allungando la rosa. I calciatori non fanno in questi discorsi, Igli è un ottimo direttore sportivo. La squadra è giovane e può sempre migliorare. Vediamo l'esplosione di Milinkovic-Savic e Keita che sono migliorati tantissimo. Bravo poi a prendere Immobile che con i suoi gol si è confermato un grandissimo calciatore". Infine su Keita, che quest’anno è esploso definitivamente nonostante la situazione contrattuale complicata, e sulla possibilità di tornare un giorno a Roma in altra veste: "Si vedeva che aveva qualità incredibili e naturali. Doveva crescere nella continuità e nella consapevolezza. Quest'anno, Inzaghi soprattutto, gli ha ritagliato un ruolo importante. Sta facendo la seconda punta e lì diventa molto più pericoloso. Prende palla più vicino alla porta e risulta difficile da fermare. Un mio ritorno? La Lazio è casa mia e vorrei tornare nella mia famiglia. Vedremo quando e casomai in quale ruolo, però spero di tornare il prima possibile. Intanto domenica sarò allo stadio per Lazio-Inter, ci vediamo lì con i tifosi!".