Torino, 2 gennaio 2018 - Vigilia di Coppa Italia in casa Juventus e Torino, protagoniste domani sera nel derby della Mole che mette in palio un posto in semifinale. Feste insomma già archiviate per entrambe, attese da un match che vale indubbiamente tanto. Lo sanno gli allenatori, specie Sinisa Mihajlovic, che ha l'occasione di vivacizzare una stagione fin qui senza grossi squilli da parte dei granata, che dovranno tuttavia rinunciare al loro leader carismatico, quell'Andrea Belotti che, a meno di recuperi clamorosi, rientrerà dopo la sosta dal trauma distorsivo rimediato al ginocchio destro. Un'assenza che inevitabilmente riduce le possibilità dell'impresa Toro, mai vincente allo Stadium dalla nascita dell'impianto bianconero.

Guai però a sottovalutare Ljajic e compagni, una squadra che sulla carta avrebbe qualità e possibilità maggiori rispetto alla decima piazza che attualmente occupa in campionato. Il derby poi si sa, "è una gara a parte", dove la differenza di valori tecnici può essere annullata o quasi. Importante sottolineare quel quasi però, perché il distacco, non solo in termini di punti, c'è eccome fra le due compagini di Torino. L'ultima stracittadina lo ha evidenziato indubbiamente: 4 a 0 in favore della Vecchia Signora, scesa in campo con quella rabbia e quella fame che invece avrebbero dovuto caratterizzare gli avversari, mai capaci di impensierire i campioni d'Italia.

Domani sera sarà tutt'altra storia, giurano i granata. Le premesse però non sono delle migliori, con Belotti out e un bottino nelle ultime otto uscite di campionato pari ad appena nove punti. La Juventus invece viaggia a tutt'altro ritmo (cinque vittorie in sei partite) e per il derby dovrebbe recuperare sia De Sciglio che Pjanic. Due alternative (e che alternative) in più per Massimiliano Allegri, che in questo momento, Buffon, Cuadrado ed Howedes a parte, può contare sull'intera rosa a disposizione. Un bel vantaggio per il tecnico livornese, deciso ad attuare un turnover moderato. Si rivedranno sicuramente Asamoah, Douglas Costa e Rugani dal primo minuto, mentre Dybala dovrebbe essere confermato nel tridente offensivo.

Il 4-3-3 è infatti diventato il modulo di riferimento, quello cioè in grado di garantire equilibrio fra attacco e difesa, con quest'ultima maggiormente coperta. Il secondo tempo di Verona ha confermato che i bianconeri fanno più fatica a reggere il 4-2-3-1, specie se manca un metronomo come Pjanic capace non solo di costruire, ma pure di spezzare le trame di gioco altrui. Nessun problema per domani sera invece, perché il bosniaco si riprenderà una maglia da titolare, per magari tentare di ripetere la prestazione sfoggiata nell'ultimo derby, condita da un gol e due assist. Il Torino insomma è avvisato.