Torino, 18 maggio 2017 - Chiamatelo se volete "Mister finale". Sì, perché quando si arriva all'atto conclusivo, Dani Alves diventa una certezza, quasi una sorta di talismano. 30 finali disputate, di cui 27 vinte: uno score eccezionale, che consacra il brasiliano come uno degli esterni destri più forti di sempre. Assegnargli un ruolo esatto pare però troppo restrittivo. Lo ha capito ben presto Massimiliano Allegri, che da terzino lo ha spostato nei tre dietro ad Higuain, con ampia licenza di movimento. Il talento d'altronde non si può limitare e per questo, insieme a Dybala, l'ex Barcellona è diventato il vero regista offensivo della Juventus, capace di servire assist, ma anche di mettersi in proprio quando c'è da far male alla difesa avversaria.

Proprio come successo ieri sera contro la Lazio, quando Dani Alves ha indovinato il destro al volo che non ha lasciato scampo al pur ottimo Strakosha. La sua rete ha di fatto spianato la strada a una Vecchia Signora dal ritmo tambureggiante nella prima mezzora e che ha beneficiato delle invenzioni del classe '83 da una parte, e delle sgroppate di Alex Sandro dall'altra. Non è un caso che l'1 a 0 sia nato grazie all'asse di esterni carioca, forse i migliori ieri sera. Il numero "23", in particolare, ha spiegato calcio a 360 gradi: sempre la giocata giusta al momento giusto e mai niente di banale, come se il campo rispecchiasse la sua personalità estrosa.

"Toda joya, toda beleza", il mantra di Dani Alves. Il giocatore bianconero però non è solo musica, divertimento e social. Quando c'è da vincere, il brasiliano è fra i più seri e determinati per raggiungere l'obiettivo. "L'Importante è aver alzato la Coppa, più del mio gol. Abbiamo fatto un gran lavoro e siamo felici di portare a casa il primo titolo - le parole dell'ex Barca a fine gara - Questo il mio momento migliore? Sto bene: il mio compito è aiutare la squadra e i miei compagni a fare gol. Siamo felici ma mancano ancora altri titoli molto più importanti di questo". Si chiama mentalità vincente, una caratteristica che accomuna Dani Alves e la Juventus.

Probabilmente è per questo che il matrimonio funziona così bene. "Ce ne andiamo a Cardiff", cantavano ieri sera i tifosi sugli spalti e i giocatori negli spogliatoi. Sì, la testa è già al 3 giugno, nonostante ci sia ancora uno Scudetto da centrare. Con il crack Dani Alves, i bianconeri possono dormire sonni più tranquilli.