Milano, 11 novembre 2017 - Dopo la sconfitta di ieri a Solna in casa della Svezia (1-0 gol di Johansson) nell'andata del play-off per le qualificazioni ai Mondiali del 2018, l'Italia di Gian Piero Ventura tornerà in campo per il ritorno lunedì 13 alle ore 20.45 a San Siro. Gli azzurri affronteranno la compagine allenata dal ct Jan Andersson nel match di ritorno che emetterà il verdetto definitivo sulla partecipazione, o meno, della nostra Nazionale alla kermesse iridata in programma in Russia, dal 14 giugno al 15 luglio.

Italia-Svezia, il ritorno in tv. Orario e diretta streaming

Gli azzurri si qualificano se...

DATA E ORARI TV - La partita di ritorno allo stadio Meazza di Milano sarà trasmessa in diretta tv su Rai Uno, in diretta streaming sul sito della Rai Play. Diretta testuale su quotidiano.net, con gol e azioni salienti in tempo reale. 

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LA RABBIA DI VENTURA E BONUCCI di Gianmarco Marchini - Ha gli occhi ancora iniettati di rabbia Gian Piero Ventura quando si presenta davanti ai microfoni, con la botta dell’1-0 svedese che col freddo di Stoccolma si fa sentire ancora di più. «Per quello che è successo in campo, meritavamo tutto fuorchè questo risultato: non c’è stato un vero tiro in porta verso Buffon, mentre noi abbiamo avuto molte occasioni e colpito un palo. Spero soltanto che a Milano ci permettano di fare quello hanno permesso a loro qui», tuona il commissario tecnico azzurro e ogni riferimento è puramente indirizzato all’arbitro Cakir e alla sua direzione di gara. 

Lo spettacolo proposto dall’Italia, però, è stato troppo modesto per archiviare questa sconfitta condannando soltanto il fischietto turco. Ventura lo sa, per questo, subito dopo, lima il suo giudizio: «L’arbitraggio non è certamente una giustificazione per questo risultato, potevamo fare di più e meglio». Poi, però, ritorna a salire la rabbia: «Il pareggio era il minimo cui potevamo ambire per ciò che si è visto in campo: a questi livelli, con questa posta in palio, non si possono permettere certe cose». Una notte che doveva essere, come da definizione del diretto interessato, «la più eccitante» della carriera si è trasformata in un incubo. «San Siro dovrà prenderci per mano e noi dovremo prendere per mano San Siro», è l’auspicio di Ventura andando già con la testa a lunedì, quando in palio ci sarà tutto: Mondiale e panchina.

Ravvolgendo il nastro di questi novanta minuti di rimpianti, una delle conclusioni a cui si arriva è che forse l’Italia non avrebbe dovuto permettere alla Svezia di trascinare la partita su un ring. «Forse doveva essere più bravo l’arbitro a fermare questa loro voglia di metterla in rissa», ribatte Bonucci, il più fischiato dal pubblico di Stoccolma per quel duello a dir poco maschio con il gigante Toivonen, iniziato dopo appena quindici secondi con la prima di una lunga serie di gomitate dello svedese. Bonucci alza i toni: «Ho il setto nasale rotto, Toivonen andava espulso. Dopo 30 secondi, c’è poco da dire... ». Il capitano del Milan, però, allarga la sua analisi anche ai limiti degli azzurri in una notte completamente sbagliata: «Dobbiamo imparre dagli errori fatti: siamo stati troppo lenti nel far girare palla – sottolinea Bonucci –. Era importante fare gol e non ci siamo riusciti: ma è una sfida che si gioca in centottanta minuti e ci aspettiamo un San Siro che ci spinga dal primo all’ultimo secondo». Quello stesso stadio che da quest’anno è la sua nuova casa e che da Bonucci si aspetta tanto, tantissimo. Leo ha tra le mani un’offerta imperdibile: in 90 minuti può cambiare due storie al prezzo di una, la sua e quella azzurra.

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