Torino, 6 ottobre 2017 - Ancora qualche rifinitura e poi sarà Italia-Macedonia, ultimo match del girone di qualificazione ai Mondiali 2018 (orari e dove vederlo in tv). Allo stadio Olimpico Grande Torino, gli azzurri si giocano l'accesso ai playoff, che il ct Ventura ha quasi in tasca. Basta un punto e la Nazionale sarà agli spareggi. Ma per entrare nella prima fascia del ranking Fifa e quindi evitare avversarie di grosso calibro, la strada è obbligata: battere i macedoni e vincere anche contro l'Albania a Scutari (lunedì 9 settembre). L'ex allenatore amaranto stasera torna nel 'suo' stadio che si preannuncia caldo (21mila i biglietti venduti) e punta sul modulo 3-4-3 con Verdi dato come probabile titolare. 

Italia-Macedonia live dalle 20.45 

Qualificazioni Mondiali 2018, tabellone e classifiche

Le formazioni ufficiali

ITALIA: Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Zappacosta, Parolo, Gagliardini, Darmian; Immobile, Insigne, Verdi. A disp. Perin, Donnarumma, Rugani, Candreva, Spinazzola, Astori, Barella, Cristante, Eder, Bernardeschi, D'Ambrosio, Gabbiadini. All. Ventura.  

MACEDONIA: Dimitrievski; Ristovski, Musliu, Velkoski; Radeski, Spirovski, Bardi, Alioski; Pandev, Nestorovski, Hasani. A disp. Siskovski, Nilson, Tosevski, Doriev, Zajkov, Trickovski, Trajkovski, Jahovic. All. Angelovski.  

Arbitro: Martins.

Mondiali 2018, l'Italia deve vincere sempre: cosa serve per la prima fascia

Verdi guida l'assalto al ranking mondiale - di PAOLO FRANCI

L'eroico giornalista macedone, in preda ad esaltazione patriottica, la butta lì pesante: «Senta Ventura, se dovesse perdere contro la nostra Nazionale, sarebbe pronto a rassegnare le dimissioni?». Gian Piero Ventura sfodera il miglior sguardo paziente possibile e replica rivolgendosi alla platea: «Ma gli avete detto che siamo ai playoff? Lo sa? Spiegateglielo...». Siparietto divertente, in effetti, che s’aggiunge al ricco scaffale del pessimismo cosmico post-Spagna. Ha ragione GPV quando ricorda urbi et orbi come in un girone con la Spagna ti possa anche capitare di finire secondo. E quindi, riflette il ct: «Sapevamo che avremmo potuto affrontare anche un ostacolo del genere e cioè i play-off, ma non c’è disperazione solamente consapevolezza. La nostra condizione fisica è molto migliorata rispetto a settembre, a novembre saremo ancora più avanti. Dal punto di vista della preparazione è stata la migliore settimana di sempre».

NONOSTANTE gli infortuni a raffica che hanno devastato il centrocampo (De Rossi, Verratti, Pellegrini), e l’attacco (Belotti e, proprio nell’allenamento di ieri, la sofferenza muscolare che ha frenato El Shaarawy), GPV sparge il seme dell’ottimismo e si affida al 3-4-3 con la BBC davanti a Buffon, Zappacosta e Darmian esterni, Parolo e Gagliardini a centrocampo e in attacco, con Immobile e Insigne, la novità Simone Verdi, per il quale il ct ha un debole ma non lo dà a vedere, come è giusto che sia: «Verdi? Deve meritarsi di far parte di questo gruppo. Sono convinto che i ragazzi che ho a disposizione abbiano delle qualità sia dal punto di vista tecnico che caratteriale».

Nella classifica che determina le teste di serie nei playoff (contano i punti fatti con la prima, terza, quarta e quinta nel girone. Poi, per stilare la griglia vale il ranking Fifa), l’Italia è messa bene e, nel post Spagna che ha aperto lo stucchevole dibattito sul modulo, GPV punta la prua su altre rotte: «Il cambio di modulo non è decisivo, semmai è importante l’entusiasmo. Il nostro obiettivo resta quello di fare più punti possibili in queste due gare». Vincere con Macedonia e Albania, sarebbe sufficiente per presentarsi agli spareggi da testa di serie.

Accanto al ct, c’è Chiellini, uno della vecchia guardia che di battaglie ne ha combattute. Anche lui, si sottrae leggermente irritato all’ipotesi «Apocalisse», in caso di mancata qualificazione al Mondiale, passando per il playoff: ‘«Si va sempre dagli alti ai bassi con voli pindarici. Chi gioca deve isolarsi dai discorsi. Quando sono iniziate queste qualificazioni la situazione era ben chiara, abbiamo fatto un buon girone e ci siamo inchinati in Spagna a una delle più grandi realtà del calcio moderno. Tutte queste tragedie non ci devono scalfire». Non ha torto, il Chiello, soprattuto se, spareggi compresi, ci sono ancora partite da giocare.